LALIGA

Un Bernabeu da mille e una notte

Viaggio nel dorato stadio del Real Madrid

Carlo Bianchi

Mancano solo due settimane all’apertura del Bernabéu (partita contro l’Osasuna del 19 Agosto) che dopo sette anni ospiterà finalmente il primo impegno casalingo del Real Madrid, 74 giorni dopo l’ultimo incontro che è stato il Corazon Classic Match del 7 Giugno. Uno stadio che nonostante sia stato rimodellato soprattutto internamente (la parte esterna non è altro che un guscio che ricopre quella interna mantenuta intatta), non può ancora ritenersi concluso. 

Il tetto ed il tabellone elettronico a 360º sono le perle della struttura alle quali si aggiunge il terreno retrattile (ma i Romani nel Colosseo furono i precursori dei giochi di carrucole), una vera chicca costata ahimé non poco. Manca poco per considerarlo finito al 100% e soprattutto pronto per ospitare una partita di football americano. 

Si stanno infatti ricostruendo le prime file in quanto il campo sarà più lungo di cinque metri (109,7 per la NFL contro i 105 abituali). Anche gli spogliatoi verranno ampliati vista la stazza ed il numero di atleti per squadra (53). I 4.000 visitatori giornalieri del tour del Bernabéu non lo possono ancora realizzare in forma completa. Inoltre proprio in questi giorni si sta provando la nuova illuminazione esterna con più di 10.000 LED che daranno lustro alla facciata. Si aggiungeranno agli esistenti altri punti di ristoro ricordando che la ditta Mahou vanta già nello stadio una propria produzione di birra. Starbucks sarà presente sostituendo l’antico Real Café e con i suoi 900 metri sarà la maggiore caffetteria in Spagna.

 Non mancherà inoltre un centro commerciale, il Bernabéu Market, uno spazio gastronomico con 25 punti vendita mentre il massimo si raggiungerà con lo Skybar situato sul tetto dello stadio. Nel secondo semestre del 2024 il club ha certificato entrate per 6,6 milioni provenienti da bar e ristoranti interni, quattro volte più del precedente esercizio. 

Giova altresì ricordare che i costi sono ulteriormente lievitati, come spesso succede in questi casi, arrivando ai 1.347 milioni rispetto ad un preventivo iniziale di circa la metà. Mancano ancora le opere di urbanizzazione attorno allo stadio di competenza esclusiva del Real Madrid, accordatasi con il Comune, e stimate in circa un’altra ventina di milioni. Ma non tutto è oro quello che luccica. Gli aspetti negativi sono per ora l’impossibilità di celebrare concerti musicali causa le rimostranze dei vicini. In questo caso il club si è già attivato per migliorare l’insonorizzazione ma questo necessariamente comporterà costi aggiuntivi e non preventivati. La realizzazione di due parcheggi interni è stata paralizzata da una giudice ed anche questo sarebe stato fonte di entrate certificate. Anche lo Skybar di cui parlavamo ha subito ritardi a causa delle ditte incaricate alla sua realizazione che non hanno ottenuto i relativi permessi. Si spera che questi tre aspetti vengano comunque risolti. 

Ricordiamo comunque che in questo stadio si giocherà la finale del Mondiale FIFA 2030 e che nonostante tutto parliamo di un impianto nel quale solo alcuni anni fa era solo il pallone a farla da padrone e così si spera sia nei “saecula saeculorum”.

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