Robert Vignola
Chi si aspettava il sorpasso dell’Atalanta fa i conti con la dura legge dei numeri: 1-2 e 3 punti al Bologna, che veleggia solitario in zona Champions con la sesta vittoria consecutiva. Eppure i bergamaschi erano partiti bene, alto il primo tentativo di De Ketelaere. Ma alta anche la deviazione di Fabbian sul primo calcio d’angolo del match, di marca rossoblù. Partita intensa, Lookman fugge sulla fascia e scarica per Ruggeri il cui sinistro si apre troppo. Orsolini si libera però ma esala uno straccio facile preda di Carnesecchi. E’ al 27’ che la partita si sblocca: Zappacosta ha la corsia per far male, sinistro violento respinto da Skorupski sulla gamba di Beukema e rimpallo che favorisce il tap in decisivo di Lookman. Al riposo si va così con l’Atalanta al quarto posto.
Ecco chperò e dopo l’intervallo Motta cambia la catena di destra, togliendo Posch per Lucumì e Saelemaekers per Orsolini, spostando Beukema e Ndoye di fascia. L’Atalanta pare ancora dominante, però su corner conquistato da Freuler è Carnesecchi a togliere dalla porta un gol che sembrava già fatto da Calafiori. Altro cambio allora per Motta, che inserisce Urbanski al posto di Fabbian. Subito dopo, il rigore: giocata sopraffina di Zirkzee, Koopmeiners abbatte Saelemaekers in area e Di Bello indica il dischetto. Zirkzee va sul dischetto e lo trasforma nel suo gol numero 10. L’Atalanta non riesce neanche a scrollarsi di dosso la scimmia, che Ndoye calcia trovando una ribattuta, sulla quale s’avventa Ferguson che dal limite completa il ribaltone con un diagonale imparabile.
Bologna avanti e Gasperini cambia tutto: Holm ed Ederson rilevano Zappacosta e Pasalic, Miranchuk e Scamacca prendono il posto di Scalvini e De Ketelaere. E’ Miranchuk dal limite il più pericoloso, guadagna un calcio dalla bandierina che si risolve in una infruttuosa mischia. Motta preferisce inserire Odgaard per Zirkzee. Finale, Aebischer rileva Ndoye e Ruggeri lascia spazio a Hien. L’Atalanta è solo rabbia, il Bologna voglia di sognare: e la provincia d’Europa è proprio quella di Thiago Motta.





