Napoli Campione d’Italia: le pagelle della stagione

Nella foto: esultano Osimhen e Kvaratkhelia (foto Daniele Buffa/Image Sport)

Francesco Raiola

Meret 8. Partito in sordina, addirittura inizialmente come ripiego del mancato arrivo di Keylor Navas, prende fiducia e nonostante qualche errore ( per fortuna non decisivo), si prende le chiavi della porta del Napoli. Fondamentale la sua parata sul tentativo di autogol di Rrhamani contro la Juventus e fantastico intervento su Giroud a San Siro. Non soffre l’arrivo di Gollini. Maturo, finalmente.

Di Lorenzo 10. Entra dalla porta principale della storia del Napoli, primo capitano Maradona a vincere lo scudetto. Atleta bionico, insostituibile, esemplare, già bandiera di questo Napoli. Altro capolavoro e intuizione fantastica di ADL e Giuntoli che lo pescano ad Empoli dopo una sola stagione in Serie A. Campione di Italia e di Europa. Contratto a vita col Napoli.

Rrhamani 9. Forma una grandissima coppia con Kim, trovando l’intesa dopo soli 45 minuti balbettanti a Verona alla prima giornata. Perde due mesi per infortunio prima della sosta, paga le ruggini a San Siro, dove si fa beffare da Dzeko, ma è decisivo il suo terzo gol alla Juventus al Maradona. Roccia e anima della difesa.

Kim Min Jae 10. Arrivato tra gli sfottò degli A16 ( 3 pacchetti Kim 10 euro), si prende subito il Napoli e conquista i tifosi veri. Atleta impressionante, mentalità asiatica zen , fa dimenticare dopo 3 partita Koulibaly e non era facile assolutamente. Uomo decisivo per questo scudetto al pari di Kvaratskhelia e Osimhen. Il vero problema sarà rinnovargli il contratto subito per eliminare la clausola. Fondamentale

Mario Rui 9. Il tanto bistrattato Mario Rui, uno dei pochissimi reduci dei 91 punti del 2018, regala esperienza, cuore e tanti assist ad Osimhen e Simeone. Unica pecca l’espulsione di Empoli. Peccato per l’infortunio in Champions. Da confermare a vita anche lui.

Olivera 8,5. Chiamato in causa più spesso in Champions che in campionato dove Spalletti cerca di più la fisicità, si fa sempre trovare pronto. Bellissime le partite contro Ajax e Liverpool. Trova anche 2 gol in campionato e sfiora l’eternità con il gol alla Salernitana. Non è una semplice alternativa a Mario Rui.

Anguissa 9,5. Cuore e polmone del centrocampo del Napoli scudettato. Altro capolavoro di Giuntoli e ADL , matura dopo la scorsa stagione, diventando complementare con Lobotka. Trova anche 3 gol in stagione, memorabile il gol con il Liverpool. A volte troppo sicuro di sé ma difficilmente sostituibile.

Lobotka 10. Fosforo e cervello del Napoli di Spalletti, vero capolavoro del tecnico di Certaldo che recupera il regista slovacco devastato dalla gestione di Gattuso e lo fa diventare uno dei 3 top registi a livello mondiale. Un pezzo del suo scudetto è anche di Marek Hamsik che lo spinge qui. Fondamentale per questa squadra.

Zielinski 8,5. Anche lui reduce dagli anni di Sarri, cresce di stagione in stagione, ma dà sempre la sensazione di eterno incompiuto, di calciatore che potrebbe fare sempre di più la differenza sia in mezzo al campo, sia sotto porta. La sua istantanea è l’esultanza al gol di Raspadori. Scudetto strameritato. Da sciogliere il nodo contratto, a rischio per la prossima stagione.

Ndombelè 6. Altro talento inespresso. Potenzialmente da fuoriclasse che a Napoli si sono intraviste poche volte. Indolenza, quasi pigrizia lo fanno inserire poche volte dall’inizio se non nel finale di stagione dove nemmeno convince più di tanto. Difficile il riscatto dal Tottenham a questi prezzi.

Elmas 9. Finalmente il diamante macedone si è sgrezzato. Dodicesimo titolare di Spalletti, diventa decisivo prima della sosta quando Kvara salta qualche partita per infortunio. Memorabili i gol contro Atalanta e Udinese. L’impressione è che può ancora di più crescere in continuità e mentalità. Potenziale ancora elevato.

Lozano 7,5. Cresce il messicano, decisivo più in Champions che in serie A dove segna pochino, ma è fondamentale nelle due fasi dobe è migliorato moltissimo. Irritante a volte per sbagli grossolani, ma diventa fondamentale nella gestione con Politano sulla fascia destra nel rompere gli equilibri durante le partite. Anche lui, come Zielinski, ha un contratto oramai fuori mercato, non esclusa una possibile partenza.

Politano 8. Complementare a Lozano, segna meno del solito anche lui, ma la fascia destra del Napoli con il treno Di Lorenzo funziona meglio con lui. Anima del gruppo, soffre l’eliminazione in Champions e si perde il finale di stagione. Lui resterà sicuramente.

Kvaratskhelia 10. Gli sono bastato pochi minuti per dimostrare all’Italia chi fosse. Capolavoro di Giuntoli, che lo seguiva da anni. Dopo è stato detto che lo seguiva mezzo mondo, in realtà nessuno ha creduto in lui come ha fatto il Napoli. Devastante nella prima parte della stagione, a doppia cifra sia come assist che come gol, diventa la stella del Napoli in Europa e in Italia. Nella seconda fase paga soprattutto in campionato, i raddoppi se non le gabbie che gli vengono predisposte. Spalletti dovrà studiare nuove contromisure. Lasciamo starr Diego nell’empireo, lui non è Kvaradona, ma solo Kvaratskhelia. Un fuoriclasse

Simeone 9,5. Quello che ci aveva tolto con la Fiorentina nel 2018, ce la restituisce con gli interessi. Mostra una garra degna del padre, un attaccamento alla maglia, una voglia di vincere e di fame di pallone incredibile. Decisivo sempre nei minuti in cui è stato chiamato in causa. Resteranno nella storia i suoi gol a Milano e contro la Roma al Maradona.

Osimhen 10. Il vero supereroe di questo Napoli. Centravanti di fisico e di velocità, migliorato da Spalletti tantissimo anchenella tecnica. Cuore di questo Napoli, maturato tantissimo sotto la gestione del tecnico toscano, capocannoniere nonostante i due infortuni che lo fermano a settembre e ad aprile. Decisiva la sua assenza per l’eliminazione Champions. In questo scudetto la sua personalità pesa tantissimo. Da cedere solo in caso di offerte non rifiutabili come direbbe Marlon Brando…

Raspadori 8,5. È soprattutto il futuro del Napoli per l’investimento fatto ma anche il presente.  Di questa stagione si ricorderà ovviamente di Jack il gol in casa della Jubentus, che sugella lo scudetto del Napoli. Jack convince soprattutto in Europa quando Osimhen è infortunato e quando potrebbe riappropriarsi del ruolo di centravanti, non riesce per i postumi di un infortunio in primavera. È il futuro del Napoli,.ma prima bisogna capire in che ruolo dà il meglio di se…centravanti, seconda punta o esterno? Spalletti dovrà studiare bene…

Spalletti 10. Ribattezzato da tanti tifosi il toscano sbagliato, quando addirittura si voleva il ritorno di Sarri, si prende subito il Napoli sfiorando subito lo scudetto perso dalla vecchia guardia e poi è l’artefice del Napoli più bello della storia costruito con intelligenza e sapienza. È lui il fabbro del Napoli campione d’Italia che può aprire un ciclo vincente anche in Europa, perché no…?

De Laurentiis 10 e lode. È lui, il grande vincitore, che riscatta gli insulti, le beffe, le tante volgarità subite soprattutto in questa ultima estate. Fa fuori la vecchia guardia, da Insigne a Koulibaly, che aveva fallito negli ultimi due anni la Champions con il Verona in casa e buttato a mare uno scudetto, regalato al mediocre Milan di Pioli, e costruisce un Napoli visionario, parlando già a giugno scorso di un Napoli da scudetto. Un capolavoro storico che non ha eguali nel calcio italiano e europeo. Una gestione esemplare della società abbinando cura dei bilanci e risultati sportivi. Questo scudetto ha un nome e cognome: Aurelio De Laurentiis.

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