Anoir Assou
Chivu non rinuncia all’identità: «Vogliamo decidere il nostro destino». Dopo il successo sul Parma, l’Inter torna a respirare aria di Champions League. Domani sera, a San Siro contro il Club Brugge, i nerazzurri cercano i primi punti nella League phase dopo la sconfitta all’esordio contro il Real Madrid. Alla vigilia, Cristian Chivu e Manuel Akanji hanno presentato una sfida importante, da affrontare senza fare calcoli. Il difensore svizzero ha sottolineato la necessità di concentrarsi esclusivamente sulla partita di domani, senza pensare ai punti necessari per qualificarsi o agli impegni successivi. Anche un’eventuale sconfitta, ha chiarito, non significherebbe arrendersi: «Non entro mai in campo pensando che non si possa fare più nulla». Più leggero, invece, il passaggio sulle vicende del Manchester City e del fair play finanziario: Akanji ha sdrammatizzato con una battuta, augurandosi di conservare i titoli conquistati.
Chivu ha affrontato il tema delle ambizioni europee, anche alla luce delle recenti dichiarazioni di Marotta. Per una squadra come l’Inter, sognare la Champions è legittimo, ma non deve trasformarsi nell’ossessione di doverla vincere a tutti i costi. Non esistono ricette miracolose: contano il lavoro quotidiano, il sacrificio e la capacità di crescere attraverso il gruppo. Il tecnico ha poi ribadito la volontà di mantenere l’identità nerazzurra anche in Europa. «Voglio trasmettere forza e fiducia al gruppo», ha spiegato, indicando nella ricerca della dominanza, nell’aggressività e nella lucidità nei momenti decisivi gli aspetti sui quali continuare a lavorare. L’obiettivo è ridurre i cali di concentrazione, potendo contare su una rosa ampia e su una competizione interna che stimola tutti a migliorarsi.
Sul fronte individuale, Calhanoglu sta bene dopo la gara con il Parma, mentre Spence continua il percorso verso la migliore condizione. Chivu ha inoltre riservato parole di riconoscenza a Yann Sommer, avversario domani con il Club Brugge, ricordandone la professionalità e il contributo offerto nei tre anni in nerazzurro.
Una vigilia senza proclami, ma con idee chiare: l’Inter vuole essere ambiziosa senza perdere equilibrio, consapevole che il percorso europeo si costruisce una partita alla volta. Contro i belgi, il primo passo sarà trasformare le intenzioni in punti.


