E’ ormai lanciata la guerra a Gianni Infantino presidente della Fifa. Pian piano le varie federazioni cominciano a sfilarsi facendo mancare il sostegno in vista delle elezioni del 2027. L’ultima, in ordine di apparizione, è stata la federcalcio italiana che ha ritirato ufficialmente il sostegno alla candidatura di Gianni Infantino. La scelta intende esprimere in maniera chiara e trasparente la posizione della Figc, in piena condivisione con la Uefa e con il suo presidente, Aleksander Ceferin, rispetto alle recenti iniziative promosse dal presidente della Fifa in materia di governance e sviluppo delle competizioni internazionali. “Continueremo a lavorare al fianco dell’Uefa e delle altre federazioni europee per promuovere un modello di calcio fondato su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi – afferma in una dichiarazione il presidente federale, Giovanni Malagò -; ci riconosciamo in un modello di confronto, di ascolto e di corresponsabilità che ha fino a ora consentito al calcio di crescere, innovare e al tempo stesso difendere i propri principi fondanti”.
Simonelli frena
A non essere convinto della decisione adottata dalla federcalcio, è stato il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli che ritiene la decisione troppo affrettata. “Malagò mi aveva anticipato questa sua volontà, personalmente avrei preso un po’ più di tempo per questa decisione, perché personalmente credo di essere amico di Infantino: lui mi ha fatto anche la cortesia di venire a trovarmi, era la prima volta che un presidente della Fifa viene nella sede della Lega di Serie A a Milano e quindi per questo gli sono grato. Malagò mi ha comunicato questa sua decisione e ne prendo atto, mi limito a dire questo, mi aspettavo però un passaggio collegiale, perchè non è una decisione della Figc, è una decisione del presidente della Figc. Io sono stato informato, ma non so se le altre componenti erano state informate”.

