Robert Vignola
Un cantiere ancora aperto, dove i piani alti sono completati. Con l’acquisto di Artem Dovbyk e Roberto Piccoli, il Bologna presenta un attacco tutto nuovo ai nastri di partenza, con Rowe e Orsolini pronti a creare pericoli dalle fasce. La difesa al momento, visto anche un precampionato balbettante, è il reparto che preoccupa di più: i due norvegesi Heggem e Helland e il ceco Vitik attendono un centrale che completi le rotazioni, mentre sulle fasce è arrivato El Hassane a dar man forte a Miranda. A centrocampo Ferguson, Pobega e Moro trovano come nuovo volto l’argentino Amondarain, mentre l’esperimento di mettere a mezz’ala Bernardeschi non pare essere riuscito: al riguardo, la vera novità è Domenico Tedesco. Considerato allenatore di grande prospettiva a livello internazionale, ha sostituito Italiano (partito in fretta e furia per la Turchia) e si misurerà per la prima volta con la serie A. Intanto l’esordio in campionato presenta subito un impegbo probante contro la Lazio, uscita malconcia dalla prima di Coppa Italia, ma Tedesco e i suoi non si fidano perché dall’altra parte della barricata, c’è un Gattuso che non molla mai e sa come uscire fuori nelle difficoltà. Di sicuro il Bologna vuole partite forte. E bene.

