Leonardo Tardioli
Il Milan riparte da Torino e come un segno del destino comincia ufficialmente la stagione 26/27 in uno stadio dove è tornato al successo nella scorsa annata dopo tre ko consecutivi in casa dei granata. A vederla così tutto trasmetterebbe ottimismo ma il campo può essere anche beffardo e quindi non c’è da sottovalutare questa partita. Il rischio maggiore nel farlo infatti, sarebbe quello di proseguire nella striscia negativa con cui i rossoneri hanno chiuso l’ultimo campionato vedendo sfumare la qualificazione alla Champions League sul filo di lana.
Il Milan di oggi può essere definito una squadra nuova non tanto nell’organico – con Ramos, Gila, Diawara e Moreira come volti nuovi – quanto si presume nello spirito e nella mentalità. Amorim è un allenatore dal carattere deciso e sta trasmettendo determinazione e voglia di lottare ai suoi giocatori. Un aspetto che potrà tornare utile considerando che il Milan non arriva a Torino con l’organico al completo, visti gli infortuni di Pulisic e soprattutto di Leao al centro di diverse voci di mercato. La determinazione in casa Milan tornerà utile anche vista la sfida della scorsa stagione vinta 3-2 rimontando l’iniziale svantaggio di due reti. Era dicembre 2025 e quella guidata da Allegri era un’altra squadra che veniva considerata in lotta per lo scudetto. In quella circostanza furono decisivi Pulisic che segnò due reti da subentrato e Loftus-Check che venne schierato come esterno destro a gara in corso facendo la differenza. L’inglese al momento, è dato come uno dei probrabili titolari e dovrebbe giocare come trequartista alle spalle di Gonçalo Ramos. Con lui si pensa a Saelemaekeres con Chukwueze ed Estupinan che dovrebbero essere i due esterni. In mezzo sarà tutto da scoprire il centrocampo con Modric e Jashari. Tanta tecnica ma poca fisicità, aspetto che il Milan potrebbe pagare in fase di non possesso. Il Torino infatti abbina qualità e quantità e a centrocampo ha giocatori dotati di fisicità che potrebbero avere la meglio nei duelli individuali. Davanti appare certo l’impiego di Simeone, attaccante prolifico che potrebbe mettere a dura prova una difesa ancora non rodata come quella del Milan. Infine una menzione per Ignazio Abate, neo-allenatore granata al debutto in serie A. Anche lui gioca con il 3-4-2-1 e viene da una buona annata con la Juve Stabia in serie B. Da calciatore è stato al Torino nel 2008/09 e dieci anni al Milan, proprio dal 2009 al 2019, vincendo uno scudetto nel 2011 e due Supercoppe Italiane nello stesso anno e nel 2016.

