Massimo Ciccognani
ATLANTA Bella e spumeggiante, la Spagna è tornata, quella frizzante dal gioco armonico che due anni fa l’aveva portata sul tetto d’Europa. La sfida col Capo Verde e quello 0-0 senza gloria, probabilmente aveva altre radici e le parole del Ct De la Fuente, ce lo hanno ricordato alla vigilia della sfida contro l’Arabia Saudita. Che la Spagna ha vinto anzi, stravinto, sul piano del gioco e delle occasioni. La Roja ha ritrovato fiducia e sorrisi, ha abbattuto non solo l’avversario (4-0) ma anche le proprie paure con una prova magistrale. Una macchina perfetta che ha ritrovato anche la sua giovane stella, Lamine Yamal che ha reso tutto più facile, con Oyarzabal che fatto brillare gli occhi per la sontuosità con la quale ha affrontato la gara. Contro Capo Verde la Roja ha portato a termine solo la fase di riscaldamento e da oggi è scesa in campo per giocare il suo Mondiale. La scintilla s’è accesa di nuovo. De la Fuente ha cambiato, schierando Pedro Porro, Dani Olmo, Baena e Lamine Yamal dall’inizio. Porro si è dimistrato irreprensibile nell’uno contro uno, Olmo, la sua abilità nel penetrare in area, Baena intelligente nel raccordo tra i reparti e Lamine è stato devastante. Mezz’ora di calcio champagne, il pallone a danzare da un lato all’altro del campo, a velocità supersomica, e quando Oyarzabal ha sfondato a sinistra e messo in mezzo un pallone al bacio, Yamal se l’è ritrovato sul piede del destino e firmato il vantaggio. E via la paura. Il basco si è poi messo in proprio, padrone dell’area di rigore, due gol, un legno a sintetizzare una prestazione magica. Trea a zero all’intervallo e ripresa al piccolo trotto, con Cucurella che ha voluto unirsi alla festa, ci ha messo la testa e firmato con la complicità di un difensore, il poker rosso. Saluti e baci da Atlanta. La Spagna c’è, ed è tornata.

