Debora Cinti
Una stagione meravigliosa, inimmaginabile. Il Como ha conquistato con anticipo l’accesso all’Europa League con una condotta spregiudicata, fatti di bel calcio e vittorie importanti. Lariani al momento quinti con gli stessi punti della Juventus (68), dietro Milan e Roma che di punti ne hanno 70. La Champions nonn è solo un sogno, ma per realizzarla, i biancoazzurri devono andare a vincere l’ultima allo Zini contro la Cremonese e rimane incollati alle radioline per conoscere i risultati delle avversarie. Per far sì che la Champions diventi realtà, serve che una tra Milan e Roma non vada oltre il pari. In quel caso, con la vittoria a Cremona, il Como scavalcherebbe al quarto una tra Milan e Roma e terrebbe fuori dalla mischia la Juventus alla quale non basterebbe vincere il derby con il Torino per riprendersi la Champions.
Un sogno, ma siccome il calcio non è una scienza esatta, negli ultini novanta minuti può davvero succedere di tutto. Il Como la sua stagione l’ha fatta, con personalità e sostanza, si è posizioonato al qunto posto e adesso prova ad alzare l’asticella, sapendo che non sarà facile, ma ci sono novanta minuti da giocare nei quali non c’è pronostico che tenga, perché, come dimostrato dalla Fiorentina che ha sbancato lo Stadium della Juventus, anche l’ultima della classe può portare a casa il risultato a sorpresa. Il Cagliari, che sfida il Milan, è salvo e lontano da eccessivi patemi, e non regalerà nulla ai rossoneri. Stessa cosa dicasi per il Verona che ha fermato Inter e Juve e potrebbe fare altrettanto domenica sera contro la Roma. Ecco perché quello del Como potrebbe non essere solo un sogno. La banda di Fabregas, deve fare il suo, vincere a Cremona, che si gioca l’ultima speranza salvezza, e sperare in un risultato benevolo dagli altri campi. Difficile, certo, ma è giusto provarci, soprattutto per una squadra che voleva far bene, e che si è ritrovata a novanta dalla fine ad inseguire un sogno. E se dovesse svanire, bravi lo stesso. E grazie. Però, fino al novantesimo, il Como fa bene a crederci.





