Enrico Rossi
Il traguardo della qualificazione in Champions, è ad un passo. La Roma è quarta, +2 su Como e Juventus a novanta minuti dalla fine. Ma non è finita perché c’è l’ultima curva da affrontare, quella di domenica sera al Bentegodi contro il Verona. Squadra retrocessa, si dirà, ma capace di pareggiare contro Juventus e Inter. E l’intenzione degli scaligeri, è quella di salutare la serie A con un’altra prestazione importante contro una squadra candidata alla Champions, la Roma, appunto. Ed è questo l’ostacolo peggiore che la Roma deve superare, aggiunto alla paura che rischia, negli ultimi minuti, di fare danni. Gasperini dovrà fare a meno di Ndicka e Wesley, ma recupera Konè, ma al di là degli uomini, dovrà essere l’atteggiamento a spingere la Roma verso l’impresa, quella di raggiungere la Champions a distanza di sette anni dall’ultima volta.
Interessi altissimi, rafforzati dalla sconfitta della Juventus nel turno precedente, che ha riaperto i giochi. Il futuro è tutto nelle mani anzi, nei piedi, dei giallorossi che sono artefici del proprio destino, non debbono fare calcoli e pen sare solo a vincere la partita di Verona. Questo Gasperini lo sa benissimo e durante la settimana ha tenuto alta l’attenzione perché dai novanta minuti di Verona, dipende il futuro della Roma. Con o senza Champions, fa tutta la differenza del mondo, economico e di prestigio, che potrebbe riscrivere la storia del club giallorosso. Anche l’ultima trasferta sarà vietata ai romanisti della Capitale, ma i giallorossi potranno contare su 2000 tifosi che arriveranno da ogni parte d’Italia, non residenti a Roma, per sostenere la squadra nel passo decisivo della stagione. Vissuta sempre sull’altalena, ma l’essersi fatta trovare pronta nel momento decisivo, fa pendere l’ago della bilancia dalla patrte di Mancini e soci. Che a Verona sanno benissimo che dovranno contare su un solo risultato, la vittoria, perché sprecare il momento sarebbe il peggior delitto della stagione. E la Roma non vuole fallirlo.





