Leonardo Tardioli
Il fascino è sempre quello del big match che si gioca in un autentico monumento del calcio come San Siro, la posta in palio non sarà lo scudetto ma è comunque alta, perché a seconda del risultato, una potrebbe allungare oppure l’altra potrebbe riprenderla. Milan-Juventus, in programma domenica 26 aprile alle 20.45 racchiude questi temi che la rendono sempre una delle classiche del calcio italiano. Ci sarebbe poi il discorso di Allegri contro il suo passato più vincente da allenatore, cinque anni dal 2014 al 2019 in cui al tecnico di Livorno è mancato di vincere soltanto la Champions League. E per lui, questa partita, sarà anche una motivazione in più per dimostrare il suo valore ad un ambiente e ad un Club che due anni fa lo ha esonerato, forse con un po’ troppa fretta, seppur per giustificato motivo a seguito dei fatti del post finale di Coppa Italia.
Guardando al campo si affronteranno due squadre che stanno attraversando momenti diversi. Il Milan è in risalita da un periodo di crisi che ha fatto accorciare la classifica alle sue spalle, mentre la Juve è in un momento di forma e forse sta esprimendo il calcio migliore dall’arrivo di Spalletti in panchina. Temi che saranno al centro di quello che si vedrà in campo con i rossoneri che cercheranno di far giocare poco i bianconeri, i quali andranno a San Siro per comandare la partita e vincerla. C’è poi il capitolo Leao con il portoghese che potrebbe essere schierato nuovamente dal primo minuto e che rischierebbe di essere imbrigliato dalla fisicità della difesa bianconera, oppure potrebbe andare a sorpresa in panchina anche dopo le recenti polemiche per il cambio di Verona. In quest’ultimo caso potrebbe essergli preferito un attaccante con caratteristiche da centravanti come Fullkrug o Gimenez, ma ciò che forse rende più difficile questo avvicendamento è la scarsa prolificità mostrata da questi due giocatori fin qui. Molto comunque si deciderà a centrocampo con duelli individuali che potrebbero spaccare la partita. Modric contro Locatelli sembra almeno sulla carta un duello impari, mentre quello tra Thuram e Rabiot appare ben più equilibrato. Fisicità, tecnica e dinamicità che si scontreranno e chi avrà la meglio darà una grande mano alla sua squadra. Il calciatore bianconero appare più pimpante fisicamente, mentre quello milanista ha l’esperienza dalla sua che può fare la differenza.
Riguardo ai precedenti, all’andata è finita 0-0, come lo scorso anno a San Siro. L’ultimo successo bianconero è della stagione 2023/24, uno 0-1 deciso da Locatelli, mentre quello milanista risale all’annata precedente, 2-0 con reti di Tomori e Brahim Diaz. Tra i match storici invece, ricordiamo la vittoria 1-6 della Juve nel 1997, un altro successo bianconero per 0-1 del 2005 deciso da Trezeguet su assist in rovesciata di Del Piero che valse lo scudetto per la Juve poi revocato per Calciopoli. E ancora il 3-1 del Milan della stagione successiva e il pareggio del 2012 (1-1) con il famoso gol-fantasma di Muntari. Anche allora Allegri era sulla panchina milanista.





