Massimo Ciccognani
ZENICA Gabriele Gravina non usa mezze misure, sa bene cosa sifgnifichi questa batosta per il calciom italiano. E non lo nega. “Lo stato d’animo è evidente, soprattutto per come è maturata la sconfitta. Voglio fare i complimenti alla squadra, in questi mesi hanno fatto una crescita incredibile, molti non hanno potuto apprezzare il clima e l’atmosfera che si sono creati, volevano regalare una gioia ai tifosi e al Paese. Hanno dato tutto come gli avevamo chiesto”.
Su Rino Gattuso, parole al miele. “Gli voglio fare i complimenti, è un grande allenatore e gli ho chiesto di restare alla guida tecnica della Nazionale, ha una grande sintonia con tutti i ragazzi in spogliatoio. E vorrei che restasse anche Buffon come capo-delegazione”.
La lingua batte dove il dente duole, e alla parola futuro, il presidente non si sbilancia. “Ormai la richiesta di dimissioni è un esercizio a cui sono abituato. Per quanto riguarda la parte tecnica secondo me è da salvare al 100%, per quella politica toccherà al consiglio federale, che ho convocato per la prossima settimana, fare le giuste valutazioni. La politica chiede subito le mie dimissioni. Ma anche la politica deve fare la sua parte. La responsabilità oggettiva è della Federcalcio, è mia. La crisi è grande, bisogna ridisegnare il calcio: ma si parla della Figc come dell’unico attore, quando invece la federazione fa sintesi. Ci sono le Leghe, ci sono i club. Per questo serve una riflessione più grande, per cambiare le cose”.
Buffon: “Resto fino a giugno poi, vedremo”
Il capo delegazione della Nazionale c’è rimasto male, ma Gigi Buffon intende onorare l’impegnon fino alla fine, poi, si vedrà. Troppo forte la botta per prendere dedisioni avventate. “Mi fa piacere che qualcuno abbia recfepito quello che di buono è stato fatto, ma l’amarezza è davvero troppa. Del mio futuro ne parleremo più avanti. Fino a giugno, quando finirà la stagione sportiva, è giusto dare disponibilità alla Federazione che ha dimostrato fiducia in me. Un’eliminazione del genere fa male e, a caldo, potrebbe portare a ragionamenti sbagliati. Fino a giugno ci siamo, poi vediamo cosa succederà. Farò delle valutazioni corrette”.
La realtà dice altro, che con Buffon, Bonucci e lo stesso Gattuso, è stata formata una unità di crisi per superare il momento. L’Italia c’è andata vicino ma non ce l’ha fatta, ed il rischio di rimanere senza grandi interpreti dal cuore azzurro, è davvero tanta.





