Massimo Ciccognani
Il grande giorno si avvicina. Meno tre alla sfida di Zenica alla Bosnia che vale il Mondiale. In conferenza arriva Federico Dimarco, protagonista suo malgrado dell’episodio che ha scatenato la rabbia dei bosniaci. “E’ stata una reazione istintiva, stavamo semplicemente guardando i rigori – ha spiegato il difensore azzurro -. Non ho assolutamente mancato di rispetto né alla Bosnia né ai bosniaci. Mi è stato dato dell’arrogante, ma con quale diritto potrei esserlo visto che manchiamo da due Mondiali? Detto questo aggiungo che è stato poco rispettoso venire ripresi in un contesto dove c’erano amici, familiari e anche bambini”.
E poi, sotto con la Bosnia. “Ci aspettiamo un ambiente caldo e un’avversaria che ha la stessa nostra voglia di qualificarsi. Noi siamo l’Italia e abbiamo l’obbligo di andare al Mondiale. Affronteremo una squadra forte, che ha giocatori esperti e talenti che stanno facendo bene. La testa comanda le gambe, dovremo essere forti mentalmente. Se riusciremo a stare con la testa giusta per 95 minuti penso che alla fine porteremo a casa il risultato.Sappiamo la responsabilità che abbiamo. Vogliamo ottenere la qualificazione, ce la meritiamo. Il nostro è un gruppo che si diverte e sta bene insieme”.





