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ITALIA

Spalletti e l’azzurro, un amore difficile

Massimo Ciccognani

COVERCIANO L’avventura di Luciano Spalletti sulla panchina azzurra è durata appena due anni, chiusa in anticipo dopo il naufragio norvegese. Spalletti lo ha detto chiaro, avrebbe voluto continuare il suo lavoro, convinto di arrivare fino alla fine con in tasca la qualificazione al mondiale. Ma non c’è stato tempo. Gravina lo ha rimosso dopo la partita di Oslo, comunicandolo al tecnico all’arrivo a Coverciano, quando ha deciso di invertiore la rotta. Spalletti è arrivato in Nazionale ad agosto del 2023 dopo le dimissioni di Roberto Mancini. In azzurro ha messo su 23 presenze, fatte di 11 vittorie, 6 pari e altrettante sconfitte. Ha esordito il 9 settembre, 1-1 a Skopje contro la Macedonia, poim le vittorie contro Ucraina e Malta. Poi, la sconfitta con l’Inghilterra, ma il pari di Leverkusen (0-0) contro l’Ucraina, gli ha garantito il pass per gli Europei.

In Germania Spalletti ha conosciuto solo amarezze. Successo sull’Albania, la sconfitta con la Spagna e infine il pareggio all’ultimo respiro contro la Croazia con il gol di Zaccagni al minuto 98, a salvare l’Europeo. Per poco, perché agli ottavi contro la Svizzera, è arrivata la netta sconfitta (2-0) e l’eliminazione.

Altra musica in Nations League, con l’Italia capace di maramaldeggiare a Parigi contro la Francia, il doppio successo su Israele, un pari ed una vittoria contro il Belgio e la sconfitta al ritorno contro la Francia a San Siro che ci hanno condannato al secondo posto. Ai quarti l’eliminazione contro la Germania vittoriosa 2-1 a Milano e il pari di Dortmund che ci hanno eliminati e costretto a giocare le qualificazioni mondiali in un gruppo da cinque. E la prima gara, quella più importante, l’Italia l’ha persa malissimo a Oslo contro la Norvegia. Il resto è storia di oggi, l’esonero dopo due anni vissuti sull’altalena, tra alti e bassi. E il rischio di una nuova eliminazione, la terza di fila, hanno portato Gravina a considerare l’esonero. L’era Spalletti finisce qui.

Non bene perché al di là della stima personale nei confronti dell’ormai ex Ct, vanno considerate tante situazioni che chiamano in causa il calcio italiano. Non abbiamo qualità, i campioni crescono solo da altre parti. Colpe ne ha anche Spalletti, sia chiaro, ma non è il solo responsabile. Il calcio italiano, ha perso un’altra occasione.

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