Verso Euro 2024. Spalletti: “Blocco Inter fondamentale”

Luciano Spalletti (Creditd FIGC)

Quindici giorni all’esordio al campionato Europeo in  programma dal 14 giugno al 14 luglio in Germania dove l’Italia si presenta da Campione in carica. Eleyttrico il Ct Luciano Spalletti che non vede l’ora di cominciare. Intanto è stato premiato in Sardegna al Globe Soccer Awards Europe 2024, dove è tornato a parlare dello scudetto conquisto l’anno scorso a Napoli.

“Quella squadra aveva e ha tante cose speciali, innanzitutto calciatori fortissimi e una città passionale che ti trasmette tantissime cose. E poi i miti sono importanti nel calcio: io ne ho convocati cinque per il ritiro a Coverciano (Rivera, Antognoni, Roberto Baggio, Del Piero, Totti saranno in ritiro il 3 giugno) perché i miti possono darti quelle emozioni che ti permettono di andare a prendere la cosa più importante. A Napoli c’era un mito che anche se non c’era più lo vivevamo tutti i giorni, ovvero Diego Armando Maradona. Questo premio lo dedico a questi giocatori, io ho voluto bene a tutti i calciatori che ho allenato anche quando ho dovuto prendere decisioni dure”.

E poi sotto a parlare del nuovo azzurro, quello della Nazionale. “Ci stiamo preparando sapendo che quelli che ci hanno preceduto ci hanno indicato la via. Qui siamo in un ambiente bellissimo dove è tutto azzurro, ma c’è qualcosa ancora più di azzurro che è la maglia della Nazionale”.

Si riparte in Germania dal blocco Inter Campione d’Italia.  “Penso che sia fondamentale per noi. E menomale che c’è l’Inter che ancora crede in quello che è il talento italiano, perché ce ne sono tantissimi, bisognerebbe dare loro un po’ più spazio e strutturare nella testa di questi ragazzi quella che dovrebbe essere una crescita fatta bene per diventare poi campioni e calciatori. Averne 6 della stessa squadra è tanta roba, non è più come una volta che la Nazionale era formata da giocatori di Inter, Juventus, Milan, al massimo Roma. Ora ci sono calciatori di Genoa, Bologna. Insomma, vengono da tutte le parti. Avere qualcuno che poi giocando si guarda con gli altri e dice: Siamo noi e ci si può fidare perché lo abbiamo già fatto vedere con lo scudetto’ diventa un vantaggio. Il blocco Inter come quello Juve nell’82? Il blocco Inter ha una mentalità sua, un modo di stare in campo suo, sono dei calciatori forti, come lo erano quelli del blocco Juve. È chiaro che loro dovranno essere bravi a indicare quella che sarà la completezza dell’essere squadra e del sentirsi squadra, attraverso questa amicizia, questa relazione che hanno dentro il loro club. Diventa fondamentale pure per tutti gli altri”.

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