Spalletti: “Con lo Spezia come contro il Liverpool”

Nella foto: Khvicha Kvaratskhelia e Luciano Spalletti (foto di Fornelli/Keypress)

Francesco Raiola

Fare reset immediato e cancellare la grandissima vittoria di mercoledì scorso contro il Liverpool in Champions. Spalletti ha tenuto la squadra carica e concentrata in vista dell’anticipo di domani pomeriggio contro lo Spezia, negando il giorno libero che la squadra avrebbe voluto giovedì dopo la vittoria di Coppa, evitando così possibili cali di tensione. In mattinata brutte notizie per Spalletti con la diagnosi dell’infortunio di Osimhen con la lesione di secondo grado del bicipite femorale destro; il nigeriano dovrà stare fermo almeno un mese. La speranza per il tecnico di Certaldo è di ritrovarlo dopo la sosta per la Nations League.

In conferenza stampa Spalletti alza il livello di attenzione: “Non dobbiamo concentrarci solo sul nome dell’avversario per farsi bello, ma vincere e fare 3 punti al di là del nome dell’avversario. Saper vincere una gara, seppur prestigiosa, significa aver fatto bene le cose per 100′ perché ormai durano 100 minuti, ma per scrivere pagine importanti e avere ambizioni del quarto posto, che è ambizioso nel nostro campionato, significa far bene le cose lungo il percorso. E’ quello che fa la differenza”. Sull’assenza di Osimhen e sui possibili sostituti Simeone e Raspadori: “Dispiace ma è un qualcosa che può capitare e mettere in preventivo, abbiamo elementi altrettanto forti per sostituirlo. Per il suo ruolo Simeone o Raspadori… sarà uno di loro due, per essere più precisi bisogna attendere domani. Funziona così nelle gare ravvicinate bisogna prendersi tutto il tempo, ma stanno bene entrambi”. Sui possibili moduli da attuare Spalletti lascia vive qualsiasi ipotesi: “Per quelli che abbiamo noi l’ipotesi è giocare 4-2-3-1 anche se c’è dentro Zielinski o Elmas e giocare 4-3-3 anche se c’è dentro Raspadori e Simeone, si passa da lì, Raspadori può fare il trequartista dietro la punta, quello che parte centrocampista e finisce dietro la punta e attacca la difesa insieme ad Osimhen, non cambia molto. Ndombele ha fatto tutti e due i ruoli, gli si può chiedere tutte e due le cose. Sta molto meglio, è dentro il gruppo, scherza e fa tutto quello che fanno gli altri, accetta con piacere le decisioni, fa vedere ogni tanto la qualità di giocate, le imbucate perché guarda spesso davanti e poco vicino”. Spalletti è soddisfatto anche della coppia centrale Rrhamani-Kim: “Sono contento, hanno accettato anche l’uomo contro uomo a fine partite, poi non si limitano alla fase difensiva ma cercano anche di dare subito un verso all’inizio dell’azione, un aiuto ai compagni per dare il pallone già pulito ed evitare in duello per ripulire palla. E’ la soluzione a tutto, se giochi bene dall’inizio ti arriva più facile dall’altra parte. Sono forti anche a giocare a campo aperto, sono rimasti uno contro uno”. Finalmente un Maradona trascinante: “Io spero che i giocatori sappiano offrire di nuovo quello spettacolo che vogliono vedere, si passa sempre da lì. Sognavo in questi due anni che un giorno all’improvviso si sarebbero innamorati di nuovo di loro, a fine partita l’ho visto e sono fiducioso per il futuro. Avere addosso l’entusiasmo dei tifosi può servire molto ad una squadra giovane”. Occhio anche alla prossima sfida Champions contro i Rangers Glasgow che potrebbe essere in dubbio per il lutto che ha colpito il Regno Unito per la morte della Regina Elisabetta: “Niente, nessuna comunicazione, ci atteniamo a ciò che sappiamo e si va diritti nel farsi trovare pronti martedì, altrimenti modificheremo, ma per ora mettiamo in pratica questo. La gara può dirci che siamo un grande Napoli è iniziata ad agosto e finirà a maggio, ci dirà che livello abbiamo saputo raggiungere. Non è una sola partita a cambiare il futuro della tua carriera, ma è quello che accade di partita in partita. E’ una partita di una stagione quella fondamentale, per ora abbiamo fatto vedere che siamo sulla strada giusta, ma il grande Napoli dobbiamo ancora vederlo per tante partite”. Sulla grande prestazione dei centrocampisti e sul rigorista: “Dì lì passa molto, gestiscono il 70% delle situazioni di gioco in entrambe le fasi. Sono stati bravissimi sia come recupero palla che come qualità di palleggio, io su Zielinski non ho mai avuto grossi dubbi. E’ un calciatore riconoscibile per le qualità che ha, gli ha fatto bene quello che abbiamo detto in ritiro, ritagliargli 10 metri di spazio giocando più in basso, ma attaccando di più la linea si ritrova comunque spesso lì, quindi cambia poco, anche se è una cosa che lui immagina e spesso è comunque con le spalle girate. Avere più raggio d’azione gli dà benefici, l’anno scorso fece bene anche da mediano perché ha corsa lunga. Rigorista? Io posso intervenire, ma se si mettono d’accordo da soli è meglio in base allo stato emozionale, così è più facile. Il secondo? Osimhen ha voluto batterlo, era tranquillo, era difficile andare a prendergliela, era convinto ed è uno che li ha tirati in passato diversi. Raspadori e Simeone li battono benissimo entrambi”.

Rotazioni previste nel match di domani pomeriggio, con la conferma di Meret fra i pali, con uno tra Ostigard e Juan Jesus titolare per far riposare molto probabilmente Kim, con Di Lorenzo a destra e Mario Rui che torna a sinistra. In mediana potrebbe rifiatare l’eroe di mercoledì scorso Anguissa per dare minutaggio a Ndombelè con Lobotka e Zielinski a completare il centrocampo. Dubbi in attacco con Simeone e Raspadori a giocarsi il ruolo di centravanti con il ritorno di Lozano a destra e il ballotaggio Elmas-Kvaratshkelia a sinistra.

Pochi dubbi invece per Gotti che scende a Napoli senza paura con la speranza di confermare lo Spezia bestia nera degli azzurri capace di vincere per due volte consecutive al Maradona. Tra i pali Dragowski, difesa a tre composta da Nikolaou, Kiwior e Ampadu in ballottaggio con Hristov. In mediana regia affidata a Bourabia, interni Bastoni e Kovalenko, esterni Reca e Holm mentre in attacco conferma per Nzola e Gyasi.

Fischio di inizio alle ore 15 al Maradona, arbitro del match il giovane esordiente Santoro di Messina.

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