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De Laurentiis scatenato: “Farò di tutto per portare lo scudetto al Napoli, ma tutti uniti”

Nella foto: il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis (foto di SALVATORE FORNELLI )

Francesco Raiola

Conferenza stampa di presentazione a Castel Volturno della seconda parte del ritiro 2022 degli azzurri che, dopo Dimaro in Trentino dall’otto luglio fino al 22, vedrà gli uomini di Spalletti proseguire la preparazione per il terzo anno consecutivo in Abruzzo a Castel di Sangro. L’incontro è stata un’occasione importante per De Laurentiis per fare il punto sul mercato in casa Napoli e sulle prossime ambizioni del club partenopeo, alla presenza del tecnico Spalletti.

Tranchant subito sulla questione rinnovi Koulibaly e Mertens: “Sono due calciatori che rispetto, a cui voglio molto bene, ma dipenderà solo da loro vedere se la vile moneta è l’unica cosa che li può appagare o se vivere a Napoli, vivere una situazione anche filosoficamente diversa, lo possano considerare un privilegio. Altrimenti è un problema che non mi riguarda più”. Sullo scudetto vinto dal Milan: “Lo scudetto lo vince il Milan che ha 40 milioni in meno di monte ingaggi, questo vuol dire che noi dobbiamo rimetterci sui binari della regola che ci ha fatto da guida in tutti questi anni. La continuità nella SSC Napoli, dalla mia presidenza in poi, non si è mai avuta. Perché voi dal 1926 fino al primo scudetto non avete vinto nulla, in 60 anni? Allora non potete rimproverare a me che non voglio vincere lo Scudetto. De Laurentiis vuole vincere lo Scudetto, ma ci sono delle regole. Se io dico che quest’anno vinceremo lo Scudetto metto anche l’allenatore in una situazione di fuoco incrociato da parte dei media. Invece l’allenatore deve essere straprotetto. Quando abbiamo perso qualche partita che avremmo potuto e dovuto vincere mica ho fatto qualche dichiarazione contro l’allenatore? Sarebbe stato fuori luogo. Anche perché quante sono le partite che mi ha fatto vincere? Quando mi dicono: accatt’ ‘o giocatore! Io dico che abbiamo giocatori straordinari. Poi ci sono dei giocatori che diventano condizionanti per lo spogliatoio se non giocano. Perché devo avere 23 giocatori e pagare 23 stipendi? Allora torniamo ai 16 giocatori degli anni passati? No, dobbiamo fare la Champions. Allora ci teniamo 23 giocatori. Però bisogna avere il coraggio di rischiare, chi non risica non rosica. Io mi prendevo il rischio anche nel mondo del cinema e di 400 film ne ho sbagliati 3. Quindi la regola funziona. Nel calcio sembra che tutti abbiano paura di perdere qualcosa. Voi avete mai visto un dirigente sportivo parlare male delle istituzioni o di qualcuno? Perché poi cambia squadra e poi come si troverebbe? Ovviamente a disagio. La cosa più bella della vita è non avere scheletri negli armadi e poter essere liberi di dire quello che si pensa. Ma se dire quello che si pensa diventa scomodo perché voi lo interpretate“. Sulle voci di mercato che interessano Bernardeschi, Cavani e Vecino, ADL conferma e smentisce: ” Ho trattato personalmente Bernardeschi, sono già tre settimane che ho parlato col suo agente a Montecarlo e gli ho chiesto cosa facesse. Ma ho parlato anche col mister perché non si possono prendere delle persone non assimilabili in un contesto di gioco che sceglie il mister. Quindi se vogliamo fare Fantacalcio va bene, ma i calciatori devono essere messi bene in campo. Con questo non mi permetterei di dire che Bernardeschi non vada bene, ma neanche il mister. Vedremo… Vecino e Cavani? Mai avuto contatti. Finché tu prendi in porta uno che ha 34-35-36 anni è un discorso. Ma quando cominci a prendere uno sul quale tu punti… Quando noi abbiamo preso Cavani dal Palermo era una seconda punta, qua invece è diventato una prima punta. Ora bisogna capire. Tu ti devi sempre mettere in testa che se la gente non gioca, anche se è dolce, simpatica, carica e ama il territorio, ti creerà sempre problemi negli spogliatoi. Quindi bisogna essere attenti nelle scelte perché oggigiorno basta una mosca che si trasforma in moscone per fare il patatrac”. Dichiarazioni importanti anche sui rinnovi di Ospina e Fabiàn Ruiz: “Siamo sempre alle solite. Ospina ha il contratto scaduto, l’ho incontrato, gli ho parlato chiaro e lui è partito. Mercoledì scorso l’ho chiamato per avere una risposta, ma è in nazionale. Fabian? Ho incontrato prima lui e poi i procuratori, che mi hanno detto che mi faranno sapere entro 15 giorni. I 15 giorni non sono ancora passati. Nessuno vuol mandare via nessuno, ma nessuno vuol fare follie per i giocatori. Il 22 maggio è finito il campionato, il 27 maggio, cinque giorni dopo, noi avevamo chiuso il sostituto di Insigne, il sostituto di Ghoulam. Abbiamo riscattato Anguissa e prolungato Juan Jesus. Quindi abbiamo fatto quattro operazioni in cinque giorni. Cosa vuol dire? Che stiamo dormendo? Qui non pettiniamo le bambole, come diceva Ancelotti. Ma porta sfortuna e quindi non diciamo nulla”. Nessun ridimensionamento per la SSC Napoli: “Non è un problema di ridimensionamento, ma portare sul binario giusto delle cose che sono accadute all’interno della società in questi ultimi tre anni. Di accanimenti contrari e devastanti ne abbiamo subiti parecchi. Non fa piacere a Napoli quando uno porta il signor Ancelotti che viene per la stima che ha di me e si siede e accetta la metà di uno stipendio pur di venire a Napoli, dimostra di amare Napoli e non viene considerato dai tifosi. Non è corretto fischiare un secondo posto contro una Juventus che ha dimostrato parecchie volte di avere dei favoritismi che l’hanno incoronata. Visto che io appartengo al genere delle persone perbene, questa condizione non l’abbandonerò mai, neanche se volessero incoronarmi me. Io devo rimanere limpido, non me ne può fregare di meno. Quando vado a letto la notte non dovrò mai pentirmi se ho mandato qualcuno a fanculo. Più di tre volte al giorno non possiamo mangiare”.

Importanti dichiarazioni anche di Spalletti che rivendica gli ottimi risultati del campionato appena finito: “Noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare, lo devo ai miei calciatori. Se ne fallisce una sola di squadra ha ragione lei, ma se falliscono 4-5 squadre vuol dire che c’è un livellamento nelle squadre di seconda fascia. Abbiamo fatto quello che dovevamo anche nella capacità di rimanere delusi quand’è svanito il sogno Scudetto. Anche lì l’abbiamo riconosciuto, siamo stati squadra, abbiamo percepito la delusione e questo può darci molto. Poi si prende la classifica e la si guarda bene, forse la dimentichiamo. Ci sono squadre che sono arrivate a tanti punti che l’anno prossimo possono arrivarci davanti, sono al livello. Il prossimo sarà un campionato difficile. Rimettere dietro squadre che abbiamo messo dietro quest’anno non è facile. In questo condominio ci sono otto squadre, ci metto anche la Fiorentina perché farà un mercato importante e ha una squadra di livello. Ma ai nostri calciatori si può appuntare poco perché è cambiato un po’ il modo di giocare ed è stato un campionato difficilissimo. Occasione perduta? “Abbiamo fatto quello che dovevamo fare anche in questa delusione. Questa delusione ci ha permesso di reagire nelle partite dopo. Fino all’ultima partita siamo stati professionisti. Mentre prima c’era il rischio di non poterci entrare in Champions. Dare 15-16 punti a Lazio e Roma non è da nulla. Dire che è un’occasione perduta è limitante”. Nessun problema sul mercato per il tecnico di Certaldo: “Sono ogni giorno in contatto col direttore Giuntoli, valutiamo di volta in volta in base a quello che succede. Vado in vacanza tranquillo, poi vedremo che succederà e se ne parlerà ogni volta che viene fuori la richiesta del calciatore e la possibilità di vederlo con un’altra maglia.

Conclusione della conferenza con un proclama e un appello ai tifosi di De Laurentiis: “Voglio concludere con un messaggio questa conferenza stampa: Faremo di tutto per riportare a Napoli lo Scudetto. Ma dovremo essere tutti insieme e se non ce la faremo non dovremo deprimerci perché noi siamo il Napoli”.

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