Si è discusso per settimane sull’opportunità di rinviare la giornata numero 30 del campionato di serie A per permettere a Roberto Mancini di avere qualche giorno in più per preparare la sfida prima alla Macedonia del Nord (24 marzo a Palermo), poi l’eventuale finale contro Portogallo o Tiurchia per l’accesso al mondiale in Qatar. La Lega ha infatti pubblicato date e orari di anticipi e posticipi, confermando che non si fermerà per fare spazio alla Nazionale. Giornata che sarà spalmnata in tre giorni, dal venerdì alla domenica, con Mancini che ha disposto che i calciatori arriveranno a Coverciano scaglionati al termine dei rispettivi impegni con i club. Una follia bella e buona.
Una decisione che è figlia dell’ottusa mente di presidenti e club che non hanno neppure lontanamente pensato a quanto importante sia la nostra partecipazione al mondiale, nascondendodi dietro la scusa che non ci sono date. Il problema vero è che Roberto Mancini potrà avere a disposizione il gruppo appena tre giorni prima della semifinale di Palermo. E questo non va bene, perché l’Italia al Mondiale fa bene al movimento intero. Noi siamo stati chiari son dal primo giorno, da quando si è saputo che per arrivare a Doha bisognava passare attraverso due partite spareggio. La Lega aveva il sacrosanto dovere di concedere al ct i giorni necessari per preparare la doppia sfida. Ma la miopia dei nostri presidenti, ha partorito un pastrocchio che potrebbe avere conseguenze gravissime. Neppure doveva essere presa in esame una eventuale data di recupero per la serie A. C’è la Nazionale che gioca le partite della vita. Punto e basta. Trovare una data per spostare la giornata, sarebbe stata la decisione più logica. E invece no.
Presidenti che si strappano i capelli per impegni troppo ravvicinati dei loro club, che bisticciano su anticipi e posticipi, poi quando si tratta della Nazionale, che è di tutti, fanno orecchie da mercante. Perché tra Palermo e la finale, c’è in ballo non solo il Mondiale, ma il futuro del nostro calcio. L’Italia ha già saltato il Mondiale del 2018 in Russia ed una, malaugurata assenza in Qatar, rappresenterebbe la sconfitta per tutto il calcio italiano. Mica solo per la Figc. Non andare al mondiale sarebbe una catastrofe sportiva ed economica, con ripercussione sulla svalutazione dei nostri calciatori, sul mancato appeal del nostro calcio. Conteremo sempre di meno. Grazie alla Lega, ai presidente e ai Club. Viva l’Italia. Noi lo andremo a gridare ovunque, gli altri si facciano un bell’esame di coscienza, fermo salire sul carro del vincitore alla prima occasione utile. Se andremo in Qatar, dovremo dire grazie solo a Mancini e ai suoi ragazzi. Tutti gli altri, provassero un po’ di vergogna. Stavolta, l’hanno fatta davvero grossa.





