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Conference, la Roma sfida lo Zorya. Mourinho: “Come una finale”

Nella foto: Mourinho (Foto Gino Mancini)
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Un girone di Conference che si è fatto complicato per la Roma, seconda ad un punto dal Bodo e con un punto in più dello Zorya che domani scende all’Olimpico. Mourinho lo sa bene. “Se vinciamo siamo dentro se perdiamo siamo fuori. Un pari lascia aperto e con il destino ancora nelle nostre mani. Per noi sarà una finale, così come per noi. Sarà dura andare avanti mesi con campionato e Conference, ma è un problema che vogliamo avere. Lo Zorya? Abbiamo analizzato tutto quello che era possibile analizzare. Tutte le partite fatte in campionato e in Conference League. Esiste un rispetto per l’avversario”.

Mou si concentra sui suoi calciatori. “Conosco meglio i miei giocatori. El Shaarawy non pensavo potesse giocare in questo modo, ha avuto un’evoluzione dove ora gioca 90 minuti e a Genova salva sulla linea di porta. Ci sono giocatori che non conoscevo e sto imparando molto da loro”. 

Capitolo Zaniolo. “Non mi aspetto nulla di particolare da Zaniolo, mi aspetto tutto dalla squadra. Da squadra abbiamo vinto a Genova e così dobbiamo continuare a fare. Quello che ho detto a Genova, nel modo in cui ha festeggiato è come se avesse giocato 90 minuti come tutti”. 

Yorois

Zaniolo domani ci sarà, come pure Abraham. “Sono contento. Ovviamente quando sei attaccante di una squadra che crea tanto e che per filosofia è offensiva di solito hai la possibilità di segnare di più. Tammy lavora tanto per la squadra e aiuta tanto nel creare gioco e per me non è un problema. Sono felice di lui, anche difensivamente. Mi sembra che è più giocatore di squadra, ha imparato ad avere un’altra dimensione che prima non aveva. Ovviamente penso che arriveranno anche più gol e avrà tutto. Avrà lavoro di squadra e i gol. In questo momento non sono preoccupato. Ha avuto un piccolo calo dopo un inizio forte. Ha colpito tutti, anche i tifosi. Il piccolo calo è normale soprattuto dopo l’infortunio che lo ha costretto a giocare con qualche limitazione. Gioca domani, così come Rui Patricio e Zaniolo”. 

Il sorriso arriva dai recuperi di Viña e Calafiori. “A me non piace giocare a cinque perché una cosa è un concetto di tre e un’altra è di cinque. Abbiamo perso tutti i terzini sinistri e in quel momento la possibilità di giocare a tre con El Shaarawy che non è un terzino era una soluzione che ci ha portato risultato a Genova e non a Venezia. La rosa non è costruita per giocare a tre, non hai solo 4 centrali sennò. Non hai nemmeno tutte quelle ali d’attacco. La verità è che abbiamo giocato bene e i calciatori si sono sforzati di adattarsi. E’ una dinamica buona per qualche calciatore e magari è qualcosa che dobbiamo avere sempre in tasca come un’opzione. Quando recuperiamo tutti i giocatori l’obiettivo è tornare al modello che volevamo costruire. Questa di solito è una cosa che si fa dopo anni di lavoro, per forza dell’emergenza siamo stati costretti a sviluppare questo nuovo modo di giocare e sono contento. Cercheremo equilibrio. Giocherà Veretout. Vina e Calafiori si sono allenati e ora abbiamo la riunione per decidere sulle loro condizioni. Penso che è possibile che ci siano”. 


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