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Lazio-Inter. Inzaghi amareggiato, esulta Sarri

Nella foto: Simone Inzaghi (Ph: Fornelli/Keypress)

Amareggiato Inzaghi al novantesimo, raggiante Sarri. Il tecnico nerazzurro l’analizza con lucidità. “Abbiamo visto tutti: c’è molti dispiacere per il risultato, che è molto negativo, ma la prestazione, su un campo difficile, per sessanta minuti avrebbe meritato altro. Noi però dovevamo essere più bravi ad ammazzare la partita e a non permettere loro di rientrare nel match. Miglior partita stagionale? Abbiamo fatto bene anche in altre partite, ma in trasferta sicuramente sì”.

Decisivo l’episodio del 2-1. “È sicuramente stato decisivo. L’arbitro non poteva fermare il gioco, Lautaro non ha visto Dimarco a terra, potevano metterla fuori ma hanno deciso di giocare, ed è venuto fuori il gol. Ci sono state proteste, ma l’arbitro in quel caso non può interrompere il gioco se non c’è un colpo alla testa. Ora dobbiamo essere bravi ad analizzare la partita. È la prima sconfitta in campionato, fa male, ma speriamo di recuperare subito terreno dalla prossima partita. Ora c’è la Champions e abbiamo il dovere di fare una grande partita”.

Fa festa invece Maurizio Sarri. “Siamo andati sotto su un rigore ma eravamo in partita. Come ho detto alla squadra, se restiamo in partita così non perdiamo mai, infatti è bastato un episodio per capovolgerla. Il 2-1? C’è poco da dibattere. Quando Dimarco è a terra il pallone ce l’ha l’Inter e vanno a tirare in porta. Se loro vanno alla conclusione ci andiamo anche noi. Queste scene si vedono solo in Italia, io ho fatto la Premier e nessuno protesta se c’è un uomo a terra”.

Sul rosso a Luiz Felipe. “Ramos mi ha detto che l’arbitro lo ha espulso. Lui stava solo andando a salutare Correa visto che hanno giocato insieme per diverso tempo. Non era certo intenzione litigare con Correa. Felipe Anderson è stato aggredito ripetutamente, io sono stato squalificato senza alzare un dito. Mi sarei aspettato un cartellino rosso”.

Da rivedere la fase difensiva. “Penso che ad un certo punto nel primo tempo abbiamo sofferto l’ampiezza e negli spazi i centrocampisti loro potevano gestire meglio il pallone. Se riuscivamo a gestire meglio questo spazio gli si poteva togliere la possibilità di cambiare gioco”.

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