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Conference, Roma in Ucraina. Mourinho: “Non esiste una squadra due. Zorya temibile”

Nella foto: Josè Mourinho (Foto Gino Mancini)

Un derby da cancellare per la Roma attesa domani sera alle 18.45 in Ucraina sul campo del Zorya Lugansk. Conferenza di vigilia di José Mourinho iniziata in ritardo causa i 40′ accusati dal charter che ha trasportato la Roma. Trasferta lunga, temperatura bassa, almeno rispetto all’Italia. E l’incognita della formazione ucraina. “Ho giocato contro lo Zorya a dicembre qualche anno fa a dicembre e tu puoi immaginare che le condizioni erano diverse – inizia la conferenza di Mourinho -. Queste condizioni sono buone invece, non ho visto ancora il campo ma sta bene. La temperatura è perfetta. L’avversario? Abbiamo visto le partite che hanno giocato in Europa League contro il Bodo e le principali partite in Ucraina, non sappiamo magari se domani cambiano qualcosa ma hanno sempre giocato con un 4-4-2 molto lavorato e con una squadra molto organizzata. Ci metteranno in difficoltà, ma noi vogliamo vincere. Dal punto di vista della sua organizzazione ci possono mettere in difficoltà”. 

La Conference uno degli obiettivi della Roma, ma da affrontare con la giusta motivazione. “La motivazione c’è sempre. Preferisco vincere la Champions o la Conference? Devo essere onesto e dico la Champions, ma noi giochiamo la Conference e dobbiamo cercare di vincerla ma manca tanto. Ora l’obiettivo non c’è, se non passare il girone e vincere domani. Noi favoriti? In questo momento ogni paese, ogni squadra ha potenziale, lavoro e organizzazione. Non si può parlare di differenze grandissime che anni fa si trovavano. Ho avuto esperienze di giocare in Ucraina. Con la Roma sarà la quarta volta che gioco qui e non c’è mai stata una vittoria facile. Con l’Inter abbiamo vinto all’ultimo minuto, con il Chelsea abbiamo pareggiato e con lo United abbiamo vinto 1-0. Lo Zorya è ben organizzato, sanno perfettamente cosa fare. Dobbiamo affrontare questa gara con concentrazione. Di facile non ha nulla domani”. 

Di formazione non parla. “Turn over? I cambi sono una cosa, seconda squadra un’altra. Non esiste un concetto di seconda squadra. Non vado a cambiare tanti giocatori, abbiamo la necessità di far riposare qualche calciatore e abbiamo la necessità di dare opportunità a chi non sta giocando. Veniamo con una squadra forte e vogliamo vincere la partita”

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