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C’è Roma-Udinese. Mourinho: “Lasciateci lavorare”

Nella foto: Mourinho (Foto Gino Mancini)

Dopo sei vittorie consecutive tra campionato ed Europa, è arriva per la Roma la prima sconfitta dell’era Mourinho, domenica a Verona. Ma non c’è tempo di guardarsi alle spalle perché domani è di nuovo campionato. All’Olimpico c’è l’Udinese mortificata dal 4-0 interno contro il Napoli. Mourinho non si fida e tesse le lodi dei friulani. “La loro organizzazione di gioco è buona, lunedì hanno perso male ma hanno giocato contro una grande squadra come il Napoli. Hanno stabilità e fisico, ma allo stesso tempo ci sono giocatori di qualità e creatività. Giornata storta o meno a Verona? Qui è troppo facile entrare nella dinamica dell’euforia e della depressione. Perché non potevamo perdere contro l’Hellas? Voi mi avete visto esultare molto in una partita speciale, ma sono stato euforico un minuto in due mesi. Per il resto sono sempre stato equilibrato. Magari sono troppo onesto, avrei potuto dire della pioggia, del campo o del giallo che ha limitato Veretout. Non è un risultato che mi fa cambiare idee, ho esperienza e maturità per non permettere alla gente di deprimersi quando si perde una partita. E viceversa, abbiamo vinto 3 gare, non 30. Lasciateci tranquilli, ci sono squadre che gli anni scorsi hanno dato 20-30 punti alla Roma. Dobbiamo trasformare la tristezza per la sconfitta in motivazione”. 

Una coperta corta quella della Roma e soprattutto la mancanza di un centrocampista in più. Mourinho non ci sta. “Il mercato è chiuso, voi volete già mettermi nella situazione di parlarne. Capisco la domanda, ma non rispondo come ho sempre fatto anche dopo le vittorie. Abbiamo perso una partita, non abbiamo giocato bene. A voi non ho niente più da dire, ai miei giocatori ovviamente sì. Abbiamo analizzato la gara con il Verona nei minimi particolari per migliorare nel futuro. Lunedì era il giorno libero ma non per me e lo staff, alle 10 eravamo già qui. Lavoriamo sempre, ora siamo candidati a vincere la prossima partita con l’Udinese”.

Di sicuro c’è tanto da lavorare, soprattutto dietro. “Se non dovevo lavorare tanto, i Friedkin non mi avrebbero fatto 3 anni di contratto, sarebbero bastati 3 mesi. In pochi mesi puoi sviluppare una squadra che è già squadra, altrimenti non ci riesci. Se le occasioni contro il Sassuolo sono una conseguenza delle ambizione nostre, non è un problema per me. Quando ho abbassato Pellegrini con Cristante sapevo cosa sarebbe potuto succedere. I 3 gol subiti con l’Hellas sono troppi: quando vai in trasferta e fai 2 gol devi vincere, neanche pareggiare”. 

Sulla formazione ha le idee chiare. “Viña non è a disposizione. Calafiori è valido, ha qualità e ha bisogno di tempo. Ha 19 anni e ha poche partite di Serie A sulle spalle. Magari gli altri allenatori delle squadre più forti in Italia direbbero di no, perché hanno 2 giocatori esperti per ogni ruolo. Con il Verona Calafiori ha fatto una partita timida ma equilibrata. Quanto in mezzo ci sono squadre che possono pensare a cambiare qualche giocatore, per noi è più difficile, soprattutto in alcune posizioni del campo. Di solito non dico chi gioca e chi non gioca, ma posso dire che domani Veretout e Cristante ci saranno”.

Ma soprattutto deve esserci la Roma che vuole cancellare il Bentegodi e prepararsi al meglio alla sfida derby di domenica prossima.  

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