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Domani Salernitana-Roma. Mourinho: “Sarà dura ma dobbiamo vincere”

Nella foto: Mourinho (Foto Gino Mancini)

Vigilia di campionato per la Roma che dopo l’accesso alla Conference League e il vittorioso esordio contro la Fiorentina, affronta la prima trasferta stagionale. Giallorossi di scena domani sera alle 20.45 a Salerno. Mourinho sa che non sarà avversario facile. “Loro giocano in un modo diverso. L’allenatore ha tanta esperienza e conoscenza di calcio, può cercare un altro modo di giocare. Se è come dici tu, e lo dici in base a quello che tutti noi conosciamo, può essere una gara diversa. Si gioca di nuovo a 5, sarà la prima volta contro giocheremo contro una difesa a 5. È un modo diverso, noi andremo a tutte le partite, non mi interessa se contro una neopromossa o contro i Campioni d’Italia, per vincere, e per questa ragione dobbiamo cercare delle soluzioni dal punto di vista offensivo. Loro difendono bene, tengono tanti giocatori dietro, il lavoro dei 3-4 di centrocampo… sarà dura”.

Ronaldo via dalla Juve, Mourinho dice la sua. “L’unica cosa che dico è che se la Juventus è felice, se Cristiano è felice e se il Manchester United è felice è il business perfetto. Non serve parlare di Cristiano, uno che è lì da 20 anni, che gioca, vince, segna e fa storia non ha bisogno di commenti. Domanda per Inzaghi, non per me”.

Mayoral resta nei pensieri del tecnico. “Conto su di lui. Abbiamo bisogno di tre attaccanti. Due attaccanti sono un rischio troppo grande per un’intera stagione, qualche volta vorremo giocare con due. Ci sono partite giovedì in Conference League, i viaggi. È un giocatore di qualità, si è adattato bene, ha fatto gol, lavora bene, è un bravo professionista. No. Non mi piacerebbe che andasse via. Cambio di modulo con due attaccanti? Possiamo fare tutto. Sicuramente con dinamiche diverse, ma questa squadra ha giocato l’anno scorso con 5 o 3 dietro. C’è anche una cosa che possiamo fare, possiamo giocare come stiamo giocando adesso o cambiare, oggi nel calcio è molto difficile per una squadra avere un modo solo di giocare, doveva essere più variabile, non fisso. I giocatori hanno bisogno di trovare dinamiche automatiche, ma allo stesso tempo hanno bisogno di giocare in modo diverso, con ruoli diversi”.

Intanto per acquistare serve vendere e nella Roa è vivo il problema esuberi. “È una situazione non facile da commentare. Ci sono giocatori di profili diversi, che hanno gente intorno a loro di profili diversi. Se dobbiamo parlare di Pedro, chiaramente voleva giocare e per questa ragione si deve rispettare, anche se ha scelto un club rivale della città, si deve rispettare la professionalità, il modo di essere, di stare. Voglio giocare, ho una possibilità, dobbiamo trovare una soluzione e questo è un profilo perfetto per tutti i club, le sue strutture hanno decisioni da prendere, quando un club decide qual è la rosa e quali sono i giocatori da cedere ci sono profili diversi. Qualcuno vuole veramente giocare, qualcun altro preferisce altre cose. Poi le cose sono più complicate. Ognuno è libero di fare quello che pensa nello stesso modo in cui noi come società e io come allenatore sono libero di prendere le mie decisioni”.

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