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Verso Belgio-Italia. Jorginho: “Vogliamo continuare a crederci”

Nella foto: Jorginho (Foto Gino Mancini)

Belgio-Italia entra nella fase calda. Due giorni e poi sarà partitissima all’Allianz Arena di Monaco. Interessi altissimi, azzurri gasati. Sentite Jorginho intervenuto oggi in conferenza stampa a Coverciano. “Al giorno d’oggi non ci sono più sorprese, non ci sono partite facili, non ci sono squadre contro cui dici è facile giocare. Con l’organizzazione tattica di oggi, con la fisicità di questo calcio, non ci sono le gare scontate di una volta. Noi una sorpresa? Speriamo. Continuiamo a crederci. Dobbiamo farlo, dobbiamo continuare e vediamo dove possiamo arrivare. Spero che la fame di vincere di questo gruppo ci aiuti. Serve rispettare la prima del ranking. Tutte hanno dei punti deboli, fossi l’allenatore cercherei i loro punti deboli e vorrei evitare i loro punti di forza”.

Mancini il primo a credere in questo gruppo. “Crede in noi e lo sentiamo. Ci trasmette fiducia, ci fa sentire forti. Ci dà una grossa mano anche sul campo. E’ sempre stato vicino al gruppo lungo tutto questo percorso, lo sta facendo molto bene”.

Bonucci e Chiellini per fermare Lukaku. “Devo rispondere? Dico Chiellini e Bonucci, due contro uno…”.(ride).

La partita con l’Austria ha insegnato qualcosa, come gli errori da non ripetere. “I ragazzi sono consapevoli che in questo percorso non puoi sbagliare. L’errore sarebbe pensare di aver fatto qualcosa di grande. I ragazzi sanno che bisogna sempre lavorare, ancora di più. Per raggiungere grandi cose servono sacrifici: il cammino è quello giusto, serve stringere i denti, lo stiamo facendo. Ogni volta che vinci devi essere felice, lavori per quello”.

In dubbio, nel Belgio, la presenza di De Bruyne, che Jorginho conosce molto bene. “Mancini non mi ha chiesto consigli a riguardo, è lui l’allenatore. Da un lato non so se sia bello o no vederloin campo. Dico che lui è uno che fa la differenza, ha un’intelligenza calcistica di altissimo livello, sopra il normale. Cercare di fermarlo è dura, trova sempre spazi. Un modo è quello di limitarlo negli spazi tra le linee, dobbiamo limitare i suoi cross tra portiere e difensore. Quando mette quei palloni forti tra difensore e portiere è pericoloso. Non gli va dato tempo di girarsi, lì è davvero pericoloso”.

Le big uscite di scena, l’Inghilterra che adesso recita i ruolo di favorite. Jorginho va diritto al problema. “Se non ci credi prima di giocare, perché lo giochi? Devi farlo, per non vanificare tutti i sacrifici fatti. Non ci sono sorprese. Giocano così da un paio di anni. L’Inghilterra? Lascio a voi i favoritismi, su chi sia favorita…”.

Ed anche per lui, l’inno, rimane una grande emozione. “In quel momento mi vengono tanti pensieri, tanti ricordi, del percorso che ho fatto. Ogni volta che lo canto, mi viene naturale farlo. Mi vengono queste immagini del mio percorso, lo sento tanto: rappresentare l’Italia è qualcosa di grande e lo sento dentro”.

Una stagione fantastica tanto da inserirlo tra i candidati al Pallone d’Oro. “Non ci penso. Tutto quello che accade è solo una conseguenza del lavoro che viene svolto. La mia priorità, sinceramente, è pensare al gruppo, viene prima di tutto. Gioire insieme ai compagni, agli amici, è più bello che gioire da solo. Il soprannome Professore? Ma professore di cosa? Comunque mi diverte…”.

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