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Ceferin, nuova bordata ad Agnelli: “Meglio ingenuo che bugiardo”

Aleksander Ceferin torna a parlare ancora di SuperLega a poche ore dall’Esecutivo Uefa. Il presidente Uefa ha rilasciato delle dichiarazioni al media sloveno 24ur a proposito del flop della competizione elitaria e delle possibili conseguenze. “Cosa succederà ora? Parleremo di calcio – ha continuato Ceferin – ma nelle riunioni deciderò chi far sedere vicino a me. Così posso mettere qualcuno un po’ più lontano. Se questi club vorranno giocare ancora nelle nostre competizioni, dovranno avvicinarsi a noi e dovremo valutare cosa è successo, ma non voglio entrare nei dettagli, poiché stiamo ancora parlando con il nostro team legale. Direi che i club inglesi hanno preso un’ottima decisione e ne terremo conto, hanno ammesso il loro errore e hanno capito di aver sbagliato. Tutti commettiamo degli errori. In un certo senso sono rimasto deluso da tutti, ma devo dire che forse il Barcellona è quello che mi ha deluso meno. Laporta è stato eletto da pochissimo tempo e gli ho parlato due o tre volte. Era sotto forte pressione a causa della situazione finanziaria che ha ereditato. Questo succede quando paghi più del dovuto alcuni giocatori e non ottieni un risultato. Prendiamo il Bayern Monaco: non ha debiti e ha vinto la Champions League. Sono stato in costante contatto con il direttore generale del Bayern, Karl-Heinz Rummenigge, e il direttore generale del Borussia Dortmund, Hans-Joachim Watzke. Mi hanno aiutato molto, così come il presidente Nasser Al-Khelaifi, che a rigor di logica sarebbe dovuto essere uno dei primi a prendere parte alla Superlega”.

E poi la nuova bordata ad Andrea Agnelli: “Potrei essere stato ingenuo, ma dico sempre che è meglio essere ingenuo che bugiardo. Sono solo ingenuo. Quando l’ho sentito? Sabato ho ricevuto chiamate da 5 dei 12 club, mi hanno detto che avrebbero dovuto firmare. Allora ho chiamato Agnelli e mi ha detto che non era vero, che erano stronzate, che era tutto inventato. Gli ho detto che se era così avremmo potuto uscire con una dichiarazione pubblica. Mi ha detto: ‘Perfetto, prepara una bozza’. Quando l’ha vista ha detto che non gli piaceva molto la bozza, che l’avrebbe cambiata un po’ e mi avrebbe richiamato. Ma non ha più chiamato e ha spento il telefono”.

Parole di elogio per l’atteggiamento adottato dalla nuova proprietà della Roma: “Ho parlato con il proprietario della Roma e il proprietario del Marsiglia, che sono miliardari americani e hanno dichiarato pubblicamente che non si sarebbe mai iscritti a un campionato del genere perché rispettano i tifosi e la tradizione dei loro club”.

Ma intanto Florentino Perez non molla. Il numero uno del Real Madrid in una lunga intervista a Cadena Ser ha detto la sua sul progetto, tra le scelte dei club e le ritorsioni Uefa. “Stiamo lavorando a questo progetto da molti anni e forse non siamo riusciti a spiegarlo bene. Sono triste. Lavoriamo da tre anni. Il formato Champions è obsoleto e ha interesse solo per i quarti di finale. Non ho mai visto un’aggressività così forte da parte del presidente della Uefa e della Liga, sembrava tutto orchestrato. Sono nel calcio da 20 anni e mai e poi mai avevo visto un clima così ostile. Sembrava che avessimo ucciso qualcuno, sembrava che avessimo ucciso il calcio. Abbiamo lavorato per aiutare a salvare il calcio, non per ucciderlo. Noi dodici abbiamo firmato un contratto vincolante, potremmo ospitare altre squadre. Non lo abbiamo spiegato comunque ma non ci hanno dato una possibilità. Non può essere che noi al vertice perdiamo soldi e gli altri guadagnano. Il progetto è in stand-by”.

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