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L’ex procuratore Pecoraro attacca il sistema: nel mirino Inter-Juve del 2018

Chiesi l’audio Var-Orsato, mi fu dato l’anno dopo: dal file mancava l’episodio di Pjanic

Francesco Raiola

NAPOLI Dopo due anni torna a far rumore il caso Inter-Juventus del 28 aprile 2018, arbitrata dal sig. Orsato di Schio, autore di un discutibile arbitraggio che favorì senza dubbio la rimonta della Juventus di Allegri sull’Inter di Spalletti, che capitolò nel finale con le reti di Cuadrado e Higuain, complice una rara papera di Handanovic. La vittoria rocambolesca della Juventus consentì ai bianconeri di mantenere il punto di vantaggio sul  Napoli di Sarri che perse testa e scudetto al Franchi, o al famoso “albergo” , come l’attuale tecnico juventino dichiarò. Ma l’episodio che fece scalpore fu la mancata espulsione di Pjanic, già ammonito, dopo che l’Inter era già in 10 uomini.

Su questo episodio, e non solo,  è tornato a parlare il prefetto Pecoraro, capo della Procura Federale dal 2016 fino allo scorso dicembre, quando si è dimesso improvvisamente per contrasti con la FIGC. Intervistato oggi dal quotidiano “Il Mattino” , il Prefetto ha fatto luce su un paio di episodi controversi, come la mancata interruzione di Inter-Napoli il 26 dicembre 2018, con Mazzoleni arbitro. “Intervenni duramente.  La difesa di ufficio di Mazzoleni non mi è mai andata giù.  Non c’entra nulla che sono tifoso del Napoli. Il razzismo e la discriminazione territoriale sono una cosa insopportabile. Per me il gioco andava interrotto quella sera, come da quel momento in poi è successo. Ma Mazzoleni disse che non aveva sentito nulla, mentre i miei ispettori a bordo campo avevano sentito tutto e riferito all’arbitro . Fu un momento strano. Gli incidenti fuori dallo stadio, il clima dentro San Siro. Mi aspettavo una reazione forte dell’arbitro, cosa che giustamente fece Rocchi in Roma-Napoli”. Un momento importante e delicato fu l’episodio che decise lo scudetto 2018 : “La direzione di Orsato mi ha portato ad avere tensioni con il mondo arbitrale. Avevo ricevuto esposti sottoscritti da associazioni, tifosi, deputati e per non sbagliare chiesi ai miei vice di aprire un provvedimento. Non credevo di trovare prove di malafede e chiesi all’AIA e alla Lega, ai soli fini conoscitivi, i dialoghi audio-video tra VAR  e arbitro. Insistetti molto e ce li diedero all’inizio del campionato successivo.  Ma la cosa strana è che quando ricevemmo il file mancava tra tutti gli episodi l’unico che interessava verificare: l’ episodio di Pjanic. Chiesi subito il motivo e mi fu risposto che non c’era ed ho dovuto archiviare.  Ed è per questo che il mondo del calcio ha bisogno di trasparenza”.
Dichiarazioni che fanno tanto riflettere sia sulla storia di quel campionato, sia sull’utilizzo che si è fatto del VAR in queste due stagioni e mezza, oltre che sul mondo arbitrale in generale. Peccato che Pecoraro si sia svegliato tardi.
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