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Storie di Premier: il West Ham

Alessandro Miele

Li chiamano The Hammers (i martelli) e, osservando lo stemma che dal lontano 1895 campeggia sulla maglia bordeaux con interlinee celesti, non è difficile capire il perché. Venne difatti fondato sul finire del XIX° secolo dal filantropo Arnold Hills, direttore del cantiere navale londinese Thames Ironworks, come dopolavoro per i suoi operai per poi acquisire l’attuale nome di West Ham. Lo stemma originale riportava due martelli incrociati, tipici proprio dei cantieri navali. Negli anni successivi allo stemma fu aggiunto un castello, con la classica immagine delle torri merlettate, a rappresentare la “Green Street House”, nota anche come “Boylen Castle” per via di un breve soggiorno che la leggenda attribuisce a Anna Bolena. 

È uno dei club più affascinanti dell’intero palcoscenico britannico, nonostante non abbia mai alzato al cielo il titolo di campione d’Inghilterra. Rinomato per la propria academy da cui, soltanto negli ultimi anni, hanno visto la luce calcistica giocatori come Paul Ince, Michael Carrick, Joe Cole, Rio Ferdinand, John Terry e Frank Lampard. 

Lì, un certo Paolo Di Canio, diventerà in poco tempo idolo dei tifosi, per i gol ma soprattutto per quel gesto che si consumò nel dicembre del 2000 quando, in trasferta sul campo dell’Everton, il portiere avversario Paul Gerrard, si avventurò in un’uscita al limite dell’area con le ginocchia che cedettero facendolo rovinare a terra. Di Canio ricevette un cross che bisognava soltanto spingere nella porta vuota: l’italiano, invece, afferrò la palla con le mani fermando il gioco, ricevendo l’ovazione dell’intero Goodison Park.

Peculiarità della tifoseria hammers sono le caratteristiche bolle di sapone di cui l’intero stadio si riempie all’ingresso in campo delle squadre. Tale tradizione, che da sempre ha accompagnato il club, non è stata abbandonata con il trasloco nel nuovo impianto. Il West Ham, difatti, nel 2016 ha detto addio allo storico Upton Park per trasferirsi nell’avveniristico London Stadium, inaugurato nel 2012 per i giochi londinesi: pertanto, il castello che campeggiava sullo stemma, dalla stagione 2016/2017 è stato rimosso dal logo lasciando sul petto dei giocatori soltanto i due martelli con la scritta “London”.

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