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Samp, Barcellona e Juve per capire chi siamo

Massimiliano Caputi *

Aspettando il nuovo progetto di San Siro, c’è qualcos’altro a Milano, che viene su molto bene. Due soli mesi e l’opera di Conte si materializza appieno. Prima il derby, Leonardo con la solita maglietta di Skriniar e Pino a casa nostra (è la prima vittoria che vede qui … finora avevamo sempre perso…), vittoria più facile del previsto con un Godin stile Muro e un Barella indemoniato. Poi la Lazio. Ed è con la squadra romana, dopo un primo tempo sofferto, che si materializza definitivamente la squadra che il mister ha disegnato. Difesa impenetrabile, la migliore nei principali cinque campionati in Europa, che sa impostare un centrocampo dinamico e tecnico in grado di esaltare le doti degli attaccanti che ruotano intorno al perno Lukaku. Se Sensi raccoglie giustamente gli elogi di tifosi e giornalisti, personalmente continuo ad intravedere in Barella l’essenza di cuore grinta e qualità tanto da riconoscergli il ruolo di faro per questa squadra. Con la Lazio, l’uscita di Vecino per Sensi, aveva creato non poche preoccupazioni tra i miei compagni di TV. Tutti a dire “perderemo di fisicità”. Ma il calcio lo vede meglio di noi, per fortuna, Antonio Conte.
Tra una settimana il derby d’Italia con la Juventus. Ma prima ci sono Sampdoria e Barcellona, due trasferte che ci diranno se la squadra è definitivamente sbocciata dal punto di vista della personalità anche lontano da San Siro. Lo stadio vecchio o nuovo, con i nostri amuleti, le nostre magliette, le nostre sciarpe, i nostri colori vede finalmente ben interpretato l’orgoglio e il senso di appartenenza. A proposito, la sciarpa del derby dell’anno scorso era con me per la partita contro i rossoneri. Per la prossima settimana tengo particolarmente alla trasferta di Barcellona. Non possiamo perdere il treno in Europa.

* ex arbitro internazionale di pallanuoto, tifoso Inter

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