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Roma-Juve. Allegri: “Se la partita contava qualcosa, non prendevamo gol”

Nella foto: Allegri (Foto Gino Mancini)

Non è soddisfatto Allegri per quei due gol subiti. E non lo manda a dire. “Abbiamo fatto un buon primo tempo ma per quello che abbiamo creato dovevamo essere più pericolosi. Nella ripresa siamo calati perchè c’erano meno stimoli da parte nostra ma abbiamo preso due gol da polli che dovevamo e potevamo evitare. Potevamo creare di più e se la partita valeva qualcosa per noi non prendevamo neppure il primo gol”. Oggi la Roma poi tocca all’Atalanta, Juve arbitro del campionato. “Domenica dobbiamo festeggiare nel migliore dei modi ed è normale che la lotta alla Champions è bella come lo è quella per l’Europa League e per la salvezza. E’ un campionato che fino alla fine è affascinante”. C’è solo da discutere su come finirà l’incontro di mercoledi con il presidente Agnelli. “Quest’anno abbiamo fatto cose importante, abbiamo vinto due trofei, poi la Champions è stata un po’ anomala, siamo arrivati ai quarti con 5 giocatori assenti e pesanti, abbiamo giocato molte partite con gli stessi, poi serve esperienza e non siamo arrivati purtroppo bene. Ho un altro anno di contratto, analizzeremo l’annata e quella futura. Il prossimo anno sarà ancora più difficile e il margine di errore più basso. Sarà difficile rivincere ancora e bisognerà avere le idee chiare su quello che si vuole fare. Il mercato lo lascio fare a voi, come tutti gli anni è normale che dobbiamo sederci e capire dove migliorare la squadra. Le parole di Nedved? Ha fatto bene a dire che non si sa, così avrete qualcosa da scrivere questi giorni”. Una Juve da migliorare, ma anche qui Allegri dimostra di avere idee chiare. “I giocatori singoli sono importanti, la squadra si può migliorare ogni anno e bisogna costruire una squadra equilibrata, se ho uno stopper serve un libero per esempio. Non si possono avere due mediani. Io ho le idee ben chiare su cosa fare, poi ogni anni si dice che vado via, ma se devo dare una valutazione alla squadra ce l’ho da novembre, come due anni fa, tre anni fa. Bisogna lavorare con quelli che si hanno e trovare anche qualcosa di nuovo, non è che si gioca in 12-13. Serve avere un approccio diverso, servono cose che creino stimoli, abbiamo vinto scudetti, Coppe Italia e Supercoppe e quando si vince si deve cambiare.  Con Agnelli sfoglieremo la margherita e vediamo se ci amiamo ancora (ride, ndr). Sto in una società straordinaria e bisogna essere cinici nell’analisi perché poi il 24 agosto bisogna vincere le partite, perché quello che si è fatto non conta più niente”.

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