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La Roma si butta via e il Cagliari sorride: da 2-0 al pari al 96°

Il Cagliari festeggia, Florenzi si dispera

Massimo Ciccognani

La Roma si butta via, domina il Cagliari per tutta la partita, a sei dalla fine è avanti 2-0. Mai dire Roma perché nel finale succede di tutto. Non bastano i gol di Cristante e Kolarov nel primo tempo per fare festa. Ionita accorcia nel finale di gara per i sardi, che chiudono la gara in nove contro undici. Ma nonostante tutto, l’incredibile leggerezza dell’essere giallorosso fa il resto permettendo al Cagliari al minuto 50 della ripresa di acciuffare il pari. Nel Cagliari non c’è Barella squalificato per una giornata ed è una perdita importante per la formazione di Rolando Maran. Cagliari con il 4-3-1-2, con Cerri, che all’ultimo momento ha preso il posto Pavoletti per un problema fisico poco prima del via e Farias di punta, Joao Pedro trequartista alle loro spalle. In mezzo Fargò, Bradaric e Ionita, mentre dietro, davanti a Cragno, Srna e Padoin sugli esterni, Ceppitelli e Klavan centrali. Di Francesco recupera Manolas che va a riproporre la coppia centrale con Fazio davanti a Olsen, mentre sono Florenzi e Kolarov ad agire sugli esterni. Per il resto confermati Nzonzi e Cristante in mezzo a fare da cerniera, Schick prima punta con Zaniolo trequartista e le due frecce, Under e Kluivert a sostegno. Subito Roma. Compatta, manovra armonica, Cristante si fa sentire in mezzo, Zaniolo dietro Schick c’è, bene gli esterni bassi che spingono con continuità. Cagliari subito schiacciato e le occasioni non mancano. La Roma la sblocca dopo una manciata di minuti: assist di Kluivert per il gran sinistro di Cristante dal limite che brucia Cragno. Cristante, in questo avvio, è la nota positiva della Roma. Fa le cose per le quali è stato ingaggiato, cresce di giornata in giornata. Bastava dargli tempo. Roma devastante, Under vede schizzare fuori una conclusione velenosissima che si spegne alla destra di Cragno, ma sia il turco che Kluivert, interpretano la gara come aveva chiesto Di Francesco. Cagliari solo in controgioco. Joao Pedro è onnipresente nel gioco rossoblù, ma i compagni steccano quando serve, come Cerri che gli serve un pallone maldestro. Ma è sempre Roma a fare gioco, sprecando però molto. Clamorosa l’occasione per Schick che sul secondo palo non trova il tap in vincente dopo un involontario assist di Kolarov che sulla sua fascia ara il terreno come ai bei tempi. La Roma vuole mettersi al sicuro, ma continua a sbagliare troppo e non monetizzare il volume di gioco prodotto. Il Cagliari prova a mettere il naso fuori, non gioca affatto male e Faragò fa scorrere brividi sulla schiena dei giallorossi, destro deviato in angolo. E’ il momento migliore del Cagliari, che ci crede. Ma la Roma è in agguato e alla prima occasione torna a colpire. Lo fa con Kolarov che sfrutta al meglio una punizione deviata da Cerri alle spalle di Cragno: 2-0, ma prima dell’ntervallo c’è tempo per un altro brivido, e stavolta ci pensa Olsen a salvare tutto immolandosi sulla conclusione ravvicinata di Farias. Vento a favore di Cagliari nella ripresa e partita che non cambia tema tattico, e le cose migliori sono sempre della Roma. Cragno è super su Zaniolo ma Cagliari che non riesce più ad uscire. Roma che vuole chiuderla. Nzonzi e Schick mancano il terzo nella stessa azione, non riuscendo a concludere davanti a Cragno poi Zaniolo ne fa un’altra delle sue, Cragno si salva in angolo. Bella Roma, sciolta, propositiva, corta, peccato per le tante occasioni fallite. Il Cagliari reclama per un mani di Kolarov su un passaggio di Cerri, ma Mazzoleni, dopo aver visionato l’azione al monitor, dice che non è rigore. Maran prova a dare vivacità alla prima linea inserendo Marco Sau che rileva Farias, mentre Di Francesco richiama Kluivert, dentro Luca Pellegrini. Il Cagliari gioca il tutto per tutto nei tredici che mancano alla fine, ma l’azione è confusa. Dentro anche Cigarini, mentre Pastore prende il posto di Schick con la Roma che stranamente perde la calma, va in apprensione nonostante il doppio vantaggio

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E il Cagliari la riapre a sei dalla fine con il colpo di testa di Ionita dopo una spizzata di Joao Pedro: 1-2 e ultimi minuti infuocati. Cinque di recupero e la Roma adesso deve stringere i denti, mentre la Sardegna Arena prende a soffiare, oltre al vento, alle spalle dei padroni di casa. Maran viene allontanato per proteste, mentre Olsen salva la Roma su una spaccata di Faragò. Miracolo del portiere romanista che poi viene colpito da Faragò che si prende il giallo. Protestano vivacemente Ceppitelli e Srna e Mazzoleni non gradisce e li spedisce entrambi negli spogliatoi. Cagliari in nove, ma ad una anciata di secondi dalla fine, arriva l’incredibile pari del Cagliari con Sau che su una palla persa dalla Roma, trova il contropiede giusto e firma il 2-2. Esplode la Sardegna Arena, a terra la Roma. Una Roma malata, avanti 2-0 a cinque dalla fine, capace di prendere il pari con due uomini in più. Mancanza di cattiveria, personalità, due punti gettati al vento nella rincorsa alla champions. Preoccupata questa Roma cui non bastano due gol di vantaggio e due uomini in più ad una mancata dalla fine per fare festa. Come contro il Chievo, alla fine fa festa il Cagliari, onesto, lavoratore, e generoso che grazie alla Roma e alle sua mancanza di cattiveria e personalità, lascia sull’isola punti pesanti. E non sono i primi. Una Roma da psicologo, piccola e fragile. Cagliari con tanto orgoglio. E per stasera basta.

Cagliari-Roma (fotoservizio Gino Mancini)

Maran e Di Francesco: alla fine sorriderà uno solo
Juan Jesus per Zaniolo nel finale
Srna e Ceppitelli espulsi: Cagliari in nove
Giallorossi a testa bassa a fine gara
Il Cagliari festeggia, Florenzi si dispera
Kolarov, prestazione e gol: non è bastato
Torna a traballare la panchina di Di Francesco
Gli unici vincenti alla Sardegna Arena
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