Anoir Assou
Dopo le vittorie di Roma e Milan e il pareggio tra Lazio e Napoli, l’Inter aveva un solo risultato a disposizione per non perdere terreno nella corsa al vertice: vincere. E la risposta della squadra di Cristian Chivu è stata quella delle grandi notti europee. A San Siro finisce 2-0 contro il Como, una delle squadre più in forma del momento, reduce dal roboante 9-1 rifilato al Lens in Champions League. Una vittoria netta, costruita con un primo tempo di intensità e qualità e completata da una ripresa di gestione e maturità. Un segnale importante prima della sosta per le nazionali, che coinvolgerà numerosi protagonisti di entrambe le squadre. Con Lautaro ancora ai box, Luis Henrique indisponibile e Fabregas costretto a rinunciare a Diao, Addai e Kean, i due allenatori puntano su formazioni vicine a quelle delle ultime uscite. Chivu conferma l’ossatura vista a Rotterdam, ma propone una soluzione interessante: Thuram si allarga spesso a destra, lasciando a Pio Esposito il riferimento centrale, mentre Spence garantisce ampiezza e spinta. In difesa Carlos Augusto agisce da braccetto, con Bastoni al centro della linea a tre. L’avvio nerazzurro è una dichiarazione d’intenti. L’Inter aggredisce altissima, riconquista il pallone nella metà campo avversaria e si ricompatta con rapidità quando deve difendere. Il Como, reduce dalla serata europea da record, viene travolto dall’intensità dei padroni di casa. Al 12’ Spence trova il corridoio giusto e serve Pio Esposito, bravo a vincere il duello fisico con Ramón e a firmare il vantaggio. Il giovane attaccante è dominante, ma è tutta la squadra a trasmettere una concentrazione feroce. Passano pochi minuti e arriva il raddoppio: Sanchez respinge la prima conclusione, Thuram è il più rapido ad avventarsi sulla ribattuta e firma il 2-0. Il francese è imprendibile, trascinante nei movimenti e nella personalità. Il Como prova a tenere il pallone, ma non trova spazi né occasioni: i primi 45 minuti sono una sinfonia nerazzurra.
Nella ripresa Fabregas ridisegna la squadra e i lariani rientrano con un atteggiamento più propositivo. Perrone resta negli spogliatoi, il Como guadagna campo e aumenta il possesso, soprattutto sulla corsia destra. L’Inter, però, non perde ordine: difende con attenzione, chiude le linee centrali e quando riparte riesce ancora a rendersi pericolosa. Nico Paz fatica a trovare lucidità, mentre le palle messe in area diventano terreno favorevole alla fisicità della retroguardia nerazzurra. Gli ospiti non rinunciano a giocare, ma la squadra di Chivu controlla senza concedere vere opportunità.
Nel finale esce anche Thuram, protagonista di una prestazione da leader, forse la più completa da quando l’assenza di Lautaro gli ha consegnato maggiori responsabilità. Il 2-0 non cambia più. L’Inter ritrova il ruggito in campionato, sale al secondo posto e recupera terreno sulla Lazio. La sosta arriva nel momento giusto: con un gruppo consapevole, compatto e capace di imporsi con autorità contro una delle avversarie più brillanti del momento.


