Francesco Raiola
Ci sono compleanni che non hanno bisogno di candeline, perché a illuminarli ci pensa il ricordo. E quello di Diego Armando Maradona, nato il 30 ottobre 1960, continua a essere una ricorrenza speciale per Napoli e per tutti gli innamorati del calcio. Oggi il Pibe de Oro avrebbe compiuto 66 anni, ma il tempo non ha scalfito minimamente l’amore di una città che lo ha eletto a simbolo della propria identità, molto prima ancora che a leggenda sportiva. Napoli si è svegliata nel segno di Diego. I Quartieri Spagnoli, con il celebre murale diventato meta di pellegrinaggio per tifosi e turisti provenienti da ogni parte del mondo, tornano a essere il cuore pulsante di una devozione che non conosce confini. Immagini, fotografie, messaggi e dediche hanno invaso i social, in una giornata che appartiene a tutti quelli che hanno vissuto le magie del numero dieci e a chi, pur non avendolo mai visto giocare, ne ha ereditato il mito.
Anche il Napoli ha voluto celebrare il suo capitano attraverso i propri canali ufficiali, pubblicando un messaggio in spagnolo: «Feliz cumpleaños, Pelusa». Poche parole, sufficienti a raccontare un legame che va oltre il tempo e le generazioni. Particolarmente significativo il pensiero del presidente Aurelio De Laurentiis, che su X ha scritto: «Oggi nasceva il riscatto di una Napoli malvista e maltrattata. Una nuova genesi dopo Partenope. Ormai diventato mito, si continuerà ad amarlo per sempre». Un messaggio che racchiude il significato più profondo dell’arrivo di Diego all’ombra del Vesuvio: non soltanto un campione capace di regalare due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa e una Supercoppa italiana, ma un uomo che restituì orgoglio e dignità a un intero popolo.
Commovente anche la lettera dell’associazione Napoli Legends, composta da tanti ex compagni di squadra: «Non sono i gol a mancarci. Né le vittorie. Ci manchi tu Diego». Parole che raccontano il lato umano di un campione capace di essere fratello, amico e capitano. Le celebrazioni proseguiranno anche attraverso iniziative di solidarietà. Al Gran Caffè Gambrinus è in programma «La Mano de Dios», serata benefica promossa da Stefano Ceci, con il ricavato destinato alla Fondazione Santobono Pausilipon. Diego se n’è andato il 25 novembre 2020, ma Napoli non ha mai smesso di parlargli. Perché certe storie non finiscono e certi amori non hanno bisogno di anniversari per essere celebrati. Buon compleanno, Diego. Per sempre uno di noi.


