Enrico Rossi
Nell’inferno di Istanbul, la Roma, all’esordio in Champions, trova un punto d’oro in casa del Fenerbahce. Finisce 1-1, con i giallorossi assoluti protagonisti. Carattere, personalità, tanto da dominare la prima frazione, e trovare il gol con Cristante. Nella ripresa il pari di Brown, lasciato colpevolmente solo. E poi un finale infernale, dove la Roma ha retto e portato a casa un punto d’oro, che fa classifica e morale.
Sblocca Cristante Un primo tempo dominato dalla Roma che non soffre il caldo dello stadio turco. Gioca bene, pressa, autoritaria, con carattere. I giallorossi fanno la partita ma non graffiano. Ci provano Dybala, senza fortuna, mentre Malen è chiuso nella morsa della difesa turca. Il vantaggio però nasce da una intuizione dell’olandese che gioca a tutto campo, filtra un pallone per l’inserimento di Cristante a rimorchio, gran destro sul secondo palo e Roma avanti.
Brown la riprende I turchi nella ripresa entrano in campo con tutt’altra intensità, e bastano pochi minuti per trovare il pari. Gran giocata di Greenwood che nello spazio serve Brown che con un pallonetto mancino fulmina Svilar, ma errore di posizionamento della retroguardia giallorossa che si fa sorprendere dalla giocata di Geenwood. L’ex Lazio Muriqi fallisce il vantaggio turco, poi Dybala va giù, ma il rigore viene prima assegnato poi revocato su segnalazione della sala Var, tramutato in una punizione dal limite. Svilar è costretto agli straordibafri e va a chiudere di giustezza sulla conclusione di Aydin e la stanchezza lentamente prende il sopravvento. Finisce 1-1 e tornare a casa con un punto da quell’inferno, vale tanto.

Cartoline da istanbul (foto di Gino Mancini)





