Armando De Paolis
E’ il primo vero esame di maturità della nuova stagione: a San Siro c’è Inter-Napoli, molto più di una partita, visto che negli ultimi anni, l’A1 dalle falde del Vesuvio alla Madunnina, dice che è la sfida tra le due grandi rivali per la conquista del titolo. Lo dicono i numeri. La squadra nerazzurra si affaccia a questa sfida d’alta quota con la necessità di inviare un segnale chiaro alle rivali. L’inizio di stagione ha confermato la solidità dell’impianto di gioco, ma contro il Napoli la soglia d’attenzione dovrà salire al massimo livello. L’Inter ha esordito con un 4-1 al Monza ripetendosi grazie all’1-0 di Cagliari. Sei punti in due partite e la voglia da subito di incidere sulla stagione. Tra i pali si va verso la conferma di Josep Martínez, con una linea difensiva a tre guidata da Bastoni, Akanji e Bisseck. A centrocampo, l’ossatura principale vede Barella e Çalhanoğlu insieme all’ex Zieliński, affiancati sulle fasce da Dimarco e dal giovane Diouf, pedine fondamentali per strappare il possesso palla ai partenopei. Davanti sguardo puntato sull’intesa offensiva tra Lautaro Martínez e Pio Esposito, chiamati a scardinare la difesa azzurra con i loro movimenti a tutto campo.
L’obiettivo nerazzurro è chiaro ed è quello grazie agli esterni di schiacciare i dirimpettati azzurri e creare superiorità numerica sulle fasce. Ed ecco che l’impegno contro il Napoli rappresenta un test di maturità fondamentale, dato che nella scorsa stagione si è rivelato un ostacolo indigesto negli scontri diretti, e vincere il primo big match stagionale darebbe enorme continuità al lavoro di inizio campionato e un’ulteriore iniezione di fiducia in vista dei primi impegni europei. Chivu vuole continuare a disegnare l’Inter a sua immagine e somiglianza. E’ squadra rinnovata rispetto alla passata stagione, ha cambiato molto ma non ha perso l’identità, quella trasmessa dal tecnico rumeno che vuole proiettare l’Inter ancora in alto sugli schermi d’Italia e d’Europa. Ecco perchè Napoli è tappa da non fallire.

