Antonio Mengoni
Una festa maledettamente indigesta per la Fiorentina nel giorno del Centenario. Dopo il pesante 4-0 dell’Olimpico contro la Roma, la Viola cade pesantemente al Franchi, davanti alla sua gente, per mano del neo promosso Frosinone che si impone quasi in scioltezza con il punteggio di 3-0. E’ sprofondo Viola, festa per i ciociari. Raimondo sblocca il match alla mezz’ora con l’ìaiuto di De Gea, poi la Fiorentina prova a scuotersi ma si ferma per ben due vote sui legni prima del raddoppio di Bracaglia. Nella ripresa Grosso prova a mischiare le carte, ma la sostanza non cambia. Il Frosinone continua a dominare e a venti dalla fine l’eurogol di Raimondo chiude il match.
Rabbia e contestazione La pioggia sul Franchi stavolta non è fortunata, perchè il Frosinone passeggia sulla rovine di una Fiorentina irriconoscibile che incassa altri due go dopo i quattro subiti dalla Roma all’Olimpico. Un vero e proprio crollo davanti ad un Frosinone organizzato che ha messo a nudo i limiti di una Fiorentina piccola e fragile. I tre gol subiti sono la sintesi di una disfatta. Squadra lenta, prevedibile, senza cattiveria agonistica. Nuovi acquisti spaesati a cercare di capire dove fossero capitati mentre vedevano le maglie del Frosinone prendere tutto il campo. Era i giorno del Centenario e non c’è festa dopo una delusione così cocente, con la protesta della gente Viola al fischio finale. Una stagione annunciata in grande spolvero, ma adesso la Fiorentina dovrà ripensare seriamente alla sua stagione. Rischia anche Grosso. Se la gode invece la formazione di Alvini che ha portato a termine un autentico capolavoro e tre punti d’oro.

