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IL CASO

Infantino vuole privatizzare il Mondiale

Dopo avere creato una società commerciale che gestirà i diritti e l’organizzazione del Mondiale (anche per club) coinvolgendo anche la famiglia di Trump, il presidente della Fifa avverte le federazioni. Ormai è chiaro a tutti. Più che il pallone, il presidente della Fifa Gianni Infantino ha in testa la cassa. L’ultima trovata conferma che l’amico di Trump vede solo business, ovvero vendere una parte del Mondiale ai fondi privati per raccogliere miliardi di dollari. Attraverso la nascita della “Fifa Forward Enterprise” (FFE), società commerciale che gestirà i diritti e l’organizzazione delle principali competizioni internazionali, tra cui Mondiale e Mondiale per Club, Infantino ha deciso di consegnare il pallone ai fondi. Tra i soggetti interessati all’operazione ci sarebbe anche la banca d’affari statunitense JP Morgan, mentre ha fatto discutere la presenza di Thrive Eternal, fondo guidato da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero del presidente americano Donald Trump. Progetto che ha suscitato, tra gli altri, lo sdegno dell’Uefa e della politica in tutta Europa. Ma ci vuol altro per fermare Infantino, che ora passa alle minacce. In una lettera inviata alle 211 federazioni affiliate alla Fifa, Infantino infatti spiega chiaramente che chi aderisce al progetto riceverebbe immediatamente 20 milioni di dollari una tantum, mentre i pagamenti annuali per i successivi quattro anni aumenterebbero da 2 a 5 milioni di dollari. In caso di rifiuto, i fondi per le federazioni si ridurrebbero del 75%. L’ultimatum scadrà il 19 settembre.

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