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WORLD CUP 2026

Argentina senza fine, Svizzera con onore

Partita decisa ai supplementari: decisive le reti di Alvarez e Lautaro Martinez

Robert Vignola

Per la terza volta consecutiva l’Argentina supera soltanto dopo il 90’ (e per due volte ai supplementari) l’avversario di turno. Una squadra che non finisce mai elimina così una Svizzera che ha fatto ottima figura per oltre un’ora e poi eretto una catena montuosa, in dieci, a difendere almeno il sogno dei rigori. Ma questa Albiceleste non muore mai, nemmeno quando sembra spenta come nella serata di Kansas City. Pronti, via e la partita tra le due partecipanti ai quarti di finale più compassate si dimostra subito viva. Gli elvetici si dedicano al possesso, i gauchos alle ripartenze. Messi accelera per due volte guadagnando altrettanti corner, sul secondo pennella sulla testa di MacAllister il gol dell’1-0. I rossocrociati reagiscono, senza però creare occasioni degne di nota. La più limpida? Il galoppo di Ndoye che si accentra e serve sulla corsa Embolo: appena entrato in area, il centravanti viene chiuso da Martinez in uscita a valanga.

Ad inizio ripresa la Svizzera alza i giri e ancora Dibu Martinez ha da fare per chiudere tre volte sui tentativi confezionati da Embolo e Ndoye e poi anche su un tiro da fuori di Xhaka. Alla fine il pari arriva: Ndoye dà a Rodriguez e riceve il pallone dell’1-1 a venti minuti abbondanti dalla fine. Ma Embolo combina la frittata: al duello con Paredes simula un fallo e il Var chiama l’arbitro per sanzionarlo con il secondo giallo, lasciando in dieci la squadra di Yakin. L’Argentina diventa finalmente padrona del campo, Scaloni mette Lautaro Martinez al fianco di Alvàrez. Messi non supera Kobel con un pallonetto corto, un suo destro sibila a fianco del palo, mentre nel recupero l’estremo difensore elvetico deve mettere le mani sulla girata di Lautaro. 

La prima frazione supplementare si apre con due tentativi di Thiago Almada, arma tattica scelta da Scaloni per la sinistra del chiavistello tattico con cui venire a capo del match. Che invece viene deciso da chi stava in campo dal primo minuto: sugli sviluppi della respinta di Kobel su un sinistro violento di Messi, ecco Julian Alvàrez metterla – dal limite – laddove nessuno può arrivare. Poco dopo, in contropiede, il 3-1 firmato Lautaro. Eccola, la semifinale con l’Inghilterra chiesta a gran voce dai sessantacinquemila tifosi argentini.

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