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WORLD CUP 2026

Roja, il futuro è adesso

Spagna-Belgio vale la semifinale

Massimo Ciccognani

Trentacinque partite senza perdere, ad un passo dal record di 38 stabilitpo dall’Italia di Roberto Mancini. La Spagna ci crede e vuole arrivare a giocare l’ultimo atto, e vincerlo, di questo insofferente Mondiale. L’ultimo successo, contro il Portogallo in una gara sporca, lo certifica. Una vittoria costruita dalla panchina. La Spagna batte il Portogallo proprio allo scoccare del novantesimo grazie ad un passaggio magico di Ferran per Merino che ha risolto una partita che sembrava un labirinto. Torna a casa il Portogallo che ha giocato una partita maiuscola, chiudendo ogni linea di passaggio, rendendo meno fluido il movimento della Roja. Ferran Torres e Merino, chiamati dentro da Luis De La Fuente nel finale di una gara farraginosa: l’hanno risolta loro davanti ad un Portogallo che ha concesso poco, ma la Spagna non si è mai arresa e non mai cambiato il suo canovaccio. Una sfida dettata dalla paura, quell’atmosferra che si respira magari in una finale. Una partita bloccata, fino all’intuizione di Ferran Torres, quel filtrante per Merino che ha puntato Diogo Costa, lo ha ipnotizzato con gli occhi e firmato quel gol che vale i quarti di finale. E’ una Spagna che sa soffrire, completa, capace di reggere a qualsiasi situazione. Si chiama maturità. Quella che acquisiscono le stelle.

E adesso i quarti di finale contro un avversario maledettamente difficile perché il Belgio di Rudi Garcia ha sbattatuto fuori dal Mondiale gli Stati Uniti, è gasato e non ha intenbzione di fermarsi. I belgi hanno trovato la giornata perfetta con l’esaltazioni di Charles De Ketelaere che non solo ci ha messo la testa firmando una splendida doippietta nel 4-1 all’undici di Pochettino, ma è apparso sempre nel vivo del gioco, un avversario che ha scombussolato i piani americani e regalato con una prestazione sontuosa, i quarti a Garcia. Ma il Belgio è tanta altra roba, dall’affidabilissimo Courtois, il portiere del Real Madrid che conosce molto bene tutti gli avversari, a Romelu Lukaku, ancora in gol di prepotenza. Una squadra alla quale devi concedere nulla, camaleontica perché sa adattarsi all’avversario e fare male. De La Fuente sa bene tutto questo e non vuole rischiare nulla. La Spagna sa di essere tra le favorite per la vittoria finale, ha acquisito maggiore convinzione nei propri mezzi e soprattutto tanto carattere per portare dalla sua parte anche le partite più scomodo. Come potrebbe esserlo quella con il Belgio. Un ghiotto quarto di finale, col Belgio che sogna, ma con la Spagna pronto a riportarlo sulla terra perché non ha alcuna voglia di tornare a casa.

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