Robert Vignola
Parlano portoghese, giocano bene e costringono l’Argentina a due ore di denti stretti per accedere agli ottavi, dove incontrerà l’Egitto. Non è il Brasile, ma Capo Verde a dare filo da torcere ai Campeones. E gli applausi del mondo sono tutti per gli africani, mentre la corsa dei detentori continua.
La cronaca dice subito Messi, che si libera al tiro non centrando lo specchio, per poi tentare di colpire su punizione, con il suo coetaneo Vozinha che non vuole saperne. Capo Verde ci mette tanta corsa e buona organizzazione, tenendo le orecchie basse al centrocampo avversario. Il problema però è marcare Messi: e quando Lisandro Martinez dalla metà campo lancia lungo verso l’area, il goleador di tutti i tempi della Coppa del Mondo stoppa divinamente e danza con i piedi insaccando senza pietà il vantaggio. I sudamericani sembrano andare in surplace, impegnano ancora Vozinha con Enzo Fernandez al tramonto della prima frazione e iniziano la seconda con piglio autoritario. Capo Verde invece si tiene vivo e punisce quando scocca l’ora di gioco: il filtrante raggiunge Duarte, troppo libero di liberare il tiro che sfila tra gambe e palo scrollando la rete per l’1-1. L’Albiceleste sbuffa e riparte, Vozinha ingaggia battaglia con Messi e prima chiude alla pulce la via del gol, poi gli toglie dallo specchio della porta una punizione morbida. Lopes salva la porta da un velenoso traversone di Molina sul quale era appostato, libero, il neo entrato Alvarez. Il fatto è che dalla panchina Scaloni ha mosso le sue pedine, ma gli uomini dell’arcipelago chiudono tutti i varchi. L’Argentina reclama anche per una mano galeotta in area, che il Var non ravvisa come sanzionabile, ma non trova pertugi e viene costretta ai supplementari.
Ecco allora subito la partita prendere un’altra direzione: sugli sviluppi di un calcio d’angolo Lisandro Martinez raccoglie da posizione decentrata e insacca sotto la traversa. Miami è un tripudio albiceleste, ma di nuovo Capo Verde azzera lo score: Lopes Cabral dall’angolo dell’area esterna disegna col destro una parabola incredibile e fa 2-2. Possibile? Miami ha ancora da offrire al suo stadio, è al secondo supplementare ecco che dalla bandierina Messi disegna una traiettoria sulla quale Romero irrompe per il 3-2. In questa partita infinita anche Martinez deve metterci le mani, deviando una battuta dalla lunga distanza di Cabral, ben indirizzata. Il forcing finale è commovente, ma sterile. E il sospiro finale argentino libera il fiato: i muchachos sono in pista, con tanta fatica, ma dimostrano di avere un’anima. Il mondiale continua.

