Augusto Riccardi
Una partita stregata, maledetta. Speranze di riprendersi la Champions ridotte, ma la Juve ci ha provato, nonostante il caos prima del via, il tifoso bianconero in coma in seguito agli scontri tra ultrà di Torino e Juventus. La Juve sapeva che il destino era nella mani di altri (Roma e Como) ma ha continuato a credere nella qualificazione. Ma è andata male, perché non è bastato un doppio Vlahovic per vincere il derby, perché Casadei e Adams a cinque dalla fine l’hanno ripresa e inchiodata sul 2-2. Finisce così la stagione della Juventus che aveva cambiato marcia dopo l’arrivo di Luciano Spalletti, la zona Champions certificata, fini alle ultime cadute, il pari con il Verona e la sconfitta, sempre interna, contro la Fiorentina, intervallate dal successo di Lecce che aveva rimesso in corsa i bianconeri. Finisce con un sesto posto ed una Europa League che cambia totalmente lo scenario. Servirà cambiare marcia ma anche calciatori, perché i limiti della squadra sono venuti a galla con il tempo. E lì neppure un mago poteva cambiare il corso della storia.





