Massimo Ciccognani
Una storia che da qualche parte era scritta. Quella di Crtistian Chivu, gran bel difensore, esploso tra i 1999 e il 2014, plasmato nell’Ajax poi il decollo definitivo prima alla Roma e poi all’Inter dove nel 2014 ha chiuso la carriera. E da tecnico ha cominciato proprionin nerazzurro, con le giovanili e la Primavera dove ha fatto benissimo. Lo scxorso anno ha salvato il Parma e poi la chiamata. Alla quale ha risposto presente. In pochi ci avrebbero scommnesso, ma lui ha vinto, contro lo scetticismo, contro i santoni del nulla. E il cielo sopra Milano torna a colorarsi di nerazzurro.
Un titolo arrivato con quattro giornate d’anticipo sulla fine della stagione. Cercato, inseguito con il carattere, la determinazione, la straordinaria qualità di una squadra plasmata ad immagine e somiglianza del suo condottiero, ovveroCristian Chivu. Poi, è arrivata anche la spensieratezza di chi si è reso conto di una superiorità tecnico-tattica semplicemente devastante. L’ha vinta Cristian Chivu che col tempo ha indurito il carattere, resistito alle intemperie, ha evitato gli errori del passato, quelli che nel 2022 avevano permesso al Milan di vincere il titolo perdendo amaramente a Bologna, gli stessi errori dello scorso anno quando all’iultima giornata con il pareggio contro la Lazion a San Siro, si viode sfilare il titolo da sotto il naso dal Napoli.
E’ la vittoria di Cristian Chivu, un ragazzo troppo bravo, ma alle facili polemiche, ha saputo rispondere sul campo, con i risultati, vincendo un campionato che vale tantissimo. Il suo nome adesso splende accanto a coloro che della Beneamata hanno fatto la storia. Ventuno volte Inter, il fascino della prima volta per Cristian, un predestinato. Che l’Inter fa bene a tenersi stretto perché il futuro è scritto. Anche nel suo nome.





