L’emozione è tanta, anche per uno che di scudetti ne ha vinti dieci. Beppe Marotta, nel giorno del trionfo, esalta allenatore e gruppo e si gode la meritata festa. “E’ lo scudetto di Cristian Chivu e della squadra. Abbiamo scelto Chivu con coraggio, aveva un curriculum da calciatore vincente e allenatore vincente in Primavera, e potrà essere all’Inter per molti anni. Lo scudetto è un sogno che si è realizzato. Il primo ringraziamento va ai presidenti che mi hanno preceduto, sono fonte di ispirazione. Un grazie a questi stupendi tifosi e alla nostra proprietà che ci ha fatto lavorare con tranquillità, ma ripeto che questo è lo scudetto di Chivu e della squadra. Se ha chiesto qualche nuovo acquisto? Ci vediamo tutti i giorni, si parla di tutto. Adesso non è il momento, ma abbiamo le idee chiare su come agire grazie anche al confronto con la proprietà che ci detterà le linee guida. Gruppo consolidato negli anni e zoccolo duro di italiani, dovremo continuare e vedere quali sono i migliori talenti italiani. Bastoni? E’ una sicurezza. Mi riferisco ai talenti che giocano altrove e che possono fare al caso nostro. Ci sono giocatori bravi che possono essere ideali per il nostro gioco, come stranieri d’esperienza: serve il giusto mix, solo con i giovani non si vince. Gli stranieri devono avere una qualità, devono portare la cultura della vittoria. Palestra? Purtroppo non è nostro, ma ha un grandissimo avvenire”.
L’emozione del vice presidente Xavier Zanetti. “Prima di tutto sono felicissimo per Cristian, perché è un fratello della nostra squadra. Conoscendolo da quando allenava la Primavera, si vedeva chiaramente la sua grande passione. Ha colto subito questa opportunità e ci ha portato a vincere il campionato. Vincere non è mai semplice, ma lui lo ha fatto con consapevolezza, credendo nel suo lavoro e riuscendo a trascinare un gruppo di ragazzi che lo ha seguito. E poi, vincere questo campionato con 12 punti di vantaggio non è mai semplice, perché dietro c’erano squadre come Napoli e Milan. Cristian è stato il condottiero che ha permesso tutto questo”.
Infine, un pensiero per Lautaro Martinez, rientrato proprio nella notte scudetto. “Sono felicissimo per lui. Quando siamo andati in Argentina a prenderlo era giovanissimo e ci aspettavamo proprio questo tipo di crescita. Non solo per ciò che mostra in campo, ma anche fuori. È un uomo squadra, un trascinatore soprattutto nei momenti difficili. Ormai si sente parte della famiglia dell’Inter e trasmette pienamente i valori del nostro club. Sta scrivendo, e continuerà a scrivere, pagine importanti della nostra storia”.





