Massimo Ciccognani
Una stagione decisamen te bruttina, comne quella che l’aveva preceduta. Due anni senza vincere nulla, roba che non ha niente a che fare con il Real Madrid. Florentino Perez, si interroga. Dopo l’addio di Ancelotti aveva scelto Xabi Alonso, fenomeno in Bundes con il Leverkusen, ma è stata una suggestione che è durata da Natale a Capodanno. L’arrivo del generoso e tenebroso Alvaro Arbeloa, non ha prodotto che ulteriori risultati negativi, ma non certo per colpa sua. Madrid ha bisogno di altro. E allora si cambia.
Florentino si interroga perché un’altra stagione in chiaroscuro non può permettersela. Ma chi sulla panchina del Real? Difficile dirlo, perché molti nomi sono solo suggestioni. Jurgen Klopp è più appeal teorico che pratico, perché sarà difficile strapparlo alla Red Bull, anche se al tedesco comincia a mancare la panchina. Difficile pensare a Zidare che a fine mondiale si prenderà la Francia, coin Deschamps liobero. Lui sa gestire i grandi campioni e Florentino ci pensa. Scaloni, a fine mondiale, lascerà l’Argentina, ma intriga il giusto, senza troppe scintille.
E poi c’è lui, l’uomo che non deve chiedere mai, che nessuno a Madrid ha mai dimenticato. Neppure Florentino. Josè Mourinho è qualcosa di più di un’opzione, perché a Madrid c’è da tornare a vincere. E lo Special One sa come si fa. Il presidentissimo ne è sempre stato innamorato e non ha dimenticato l’impresa del portoghese che al suo arrivo a Valdebebas ha dato una spallata all’egemonia catalana del Barcellona di Guardiola. A Madrid c’è già chi ha votato per José. Florentino ci pensa. E José aspetta la chiamata. In fondo, ci sono amori che fanno dei giri immen si e poi ritornano. Si può fare. Basta alzare il telefono e chiamarlo, perché Josè tutto può, meno che dire no a Florentino.




