VERSO IL FUTURO

Italia, il giorno più lungo

Gravina convoca le componenti in attesa del Consiglio Federale. Abodi invita ad un riflessione sul commissariamento della Figc, e De Laurentiis spinge per Malagò

Nella foto: Luciano Buonfiglio e Gabriele Gravina (foto Daniele Buffa/Image Sport)

Massimo Ciccognani

SARAJEVO Il giorno dopo è ancora più nero il cielo sopra il calcio azzurro. Sarajevo non ha ancora smaltito la sbornia per la vittoria di ieri sera a Zenica contro l’Italia, festeggiamenti che sono andati avanti fino all’alba a Bascarsija, il quartiere storico della capitale bosniaca, altri si sono radunati vicino alla Fontana Sebilj. Bandiere, fumogeni, cori che hanno trasformato il centro di Sarajevo in un immenso stadio.

Per l’Italia è il giorno più lungo, in attesa del Consiglio Federale indetto per la prossima settimana annunciato dal presidente Gravina che deciderà come proseguire. Intanto il presidente ha convocato per domani 2 aprile, una riunione con tutte le componenti (Serie A, Serie B, Serie C, Lega Nazionale Dilettanti, Assoallenatori e Assocalciatori) per sondarne l’orientamento in vista del Consiglio federale. La squadra è rientrata in Italia nella notte con un charter prima su Milano (intorno alle 4) poi su a Roma dove è atterrata alle 6. Zenica ha rappresentato per l’Italia il capolinea per il calcio italiano, che non investe solo la federazione, impotente davanti a situazioni che solo la politica può modificare. Campionato a venti squadre ormai impossibile, troppi stranieri (vedi il Como che noin conta neppure un italiano). Vista da fuori, la realtà dice che l’Italia ha battuto un record tristissimo, quello di riuscire a saltare tre mondiali di fila. Avremmo dovuto capirlo prima, fare tesoro della vittoria all’europeo nel 2021 per evitare lo sfascio cui abbiamo assistito da Londra in poi. Abbiamo distrutto i sogni di tanti bambini delle nuove generazioni che dovranno aspettare per rivedere l’Italia al Mondiale.

Intanto arrivano reazioni tutte nella stessa direzione, quella di azzerare i vertici del calcio. A cominciare dal Ministro dello Sport Abodi che ha attaccato frontalmente (non è la prima volta) la Figc. “Commissariare la Figc? Parlando con Buonfiglio ho rinnovato l’invito a valutare tutte le forme tecniche compatibili perché potrebbero esserci i presupposti. Quando per tre edizioni non vai ai Mondiali è una sconfitta. Oggi non è un giorno normale. Non può bastare lo scarica barile dicendo che ci si aspettava di più da istituzioni. Malagò commissario? Penso che il tempo dei nomi deve ancora venire e deve essere valutata tutta la storia degli ultimi 20 anni, che ci lascia molte esperienze negative. Quello che dobbiamo fare è non sbagliare nuovamente o far finta che non sia successo niente”.

Proprio sul nome di Giovanni Malagò, ex numero uno del Coni, ha aperto il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. “Nel calcio bisogna resettare e non avere paura e vergogna di ripartire da zero. Con uno come Malagò si risalirebbe presto la china: è un grande professionista, in due anni torneremmo ad essere forti”.

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