Massimo Ciccognani
ZELICA (Bosnia) L’attesa è tanta, ci si gioca il Mondo. Tutto in una notte, quella del Bilino Polje di Zenica, sede designata per Bosnia-Italia. L’ultma sfida, l’ultima curva, quella che immette sul Mondiale. La pressione e la tensione si taglia a fetta, palpabile. E Gattuso non lo nega. Ma lui, a queste notti, è abituato. “Chi gioca a calcio vive per notti come queste, non c’è cosa più bella. Ci giochiamo molto ma dobbiamo essere bravi a mettere in campo tutta l’energia che abbiamo senza pensare troppo ad altro. Sentiamo di avere una grande responsabilità però io devo guardare negli occhi i calciatori e trasmettere grande fiducia perché abbiamo la possibilità di raggiungere questo obiettivo. Negli ultimi sette mesi siamo cresciuti molto anche se forse siamo meno belli”.
Davanti la Bosnia di Edin Dzeko che ha spedito a casa il Galles e si gioca tutto nel suo stadio di periferia. “Sarà una partita molto fisica, hanno esterni di qualità e due attaccanti che si muovono bene sui cross. Sono una squadra vera. Quando avremo la palla servirà coraggio. Non c’è differenza tra Galles e Bosnia: noi rispettiamo gli avversari. Sulla polemica in seguito all’esultanza di Dimarco, ho sentito tante cose ma sono stupidaggini. Sicuramente ci siamo un po’ fatti male da soli. La Bosnia ha qualità, il loro stadio spinge molto. Ci vorrà una grande Italia per coronare il sogno di tornare ai Mondiali”.
E non sarà certo l’impianto di Zenica e il terreno di gioco a fare la differenza. Parole di Gattuso. “Il terreno di gioco è in buone condizioni, per me è ok. Il campo è solo un alibi: è così per noi e per loro”.
Il ct bosniaco ha parlato in maniera ironica, di mettere un autobus davanti alla porta in caso di vantaggio. Gattuso, che lo conosce bene, lo stuzzica. “Lui è un giocatore di poker, lo so che scherzava. Lo ritengo un allenatore preparato, lo conosco bene”.
Dentro o fuori, Mondiali o a casa. Gattuso non vuole pensarci. “Sarebbe una delusione, una mazzata importante, mi dovrò assumere le mie responsabilità, ma ne parleremo dopo. La testa ancora non ce la siamo spaccata, non sono la persona adatta per dire cosa succederà al nostro calcio in quel caso. Un mio pensiero ce l’ho ma lo tengo dentro di me. Pensiamo a domani, vediamo quello che succederà, nel bene o nel male ci metto la faccia”.





