Massimo Ciccognani
BERGAMO Un sorriso liberatorio per chi aveva ammesso di avere il Paese sulle spalle. Un sospiro di sollievo dopo il 2-0 all’Irlanda del Nord, con tanta fatica, ma con altrettanta voglia di dare un senso alla stagione azzurra. Gattuso è concentrato, raggiante ma già con la testa alla prossima partita. L’analisi-gara è lo specchio di novanta minuti a doppia mandata, con un’Italia che nelle difficoltà non si è tirata indietro. “Nel primo tempo abbiamo fatto tantissima fatica, ma lo sapevamo che non ci avrebbero steso il tappeto rosso per segnare. Che giochino in B e C non c’entra, è gente avvelenata, magari senza una grandissima qualità, ma che gioca su ogni pallone. Oggi ci hanno anche un po’ sorpreso, noi abbiamo sbagliato la posizione di Locatelli, eravamo piatti. Nel secondo tempo, poi, molto meglio. La palla scottava, ringrazio i tifosi perché ho sentito tanti applausi e quasi nessun fischio quando stavamo facendo fatica”.
Gattuso rende merito a tutta la squadra, al gruppo e ad uno straordinario attaccamento. “Bastoni al 99% non avrebbe dovuto giocare, Mancini si è allenato con dolore. Allo stadio c’erano tanti altri, come Di Lorenzo o Zaccagni, e io non ho chiesto nulla, sono venuti spontaneamente per stare vicino ai compagni. Per tanti anni è mancato questo, l’attaccamento, che prima era un pane quotidiano. Le mie scelte? Anche chi non ho potuto chiamare aveva fatto grandi cose, in tanti meritavano, ma credo fortemente che in poco tempo si deve parlare tutti la stessa lingua”.
La squadra è rientrata nella notte a Coverciano, ma la testa è già alla finale. “Intanto pensiamo a recuperare, andiamo a Coverciano, a casa nostra. Fin dal primo giorno non posso lamentarmi di nulla, i ragazzi hanno dato davvero tutto, peccato solo per come è finita la partita di San Siro contro la Norvegia, il difetto di questo gruppo è sciogliersi alla prima difficoltà, oggi nel primo tempo bloccato non lo abbiamo fatto. Ho lavorato anche su di me, per non sbraitare e stare più tranquillo in panchina, per infondere tranquillità ai ragazzi e togliere pressione”.
Cinque giorni prima della sfida a Dzeko e compagni, l’ultima curva che immette sul Mondiale. L’obiettivo di Gattuso e dei suoi uomini che alla prima prova della verità, non hanno deluso. Coverciano per recuperare e preparare l’assalto a quel mondiale che non può attendere.





