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Gattuso: “E’ la partita più importante della mia carriera”

Il Ct azzurro alla vigilia della sfida all'ìIrlanda del Nord."Siamo carichi, dipende da noi"

Massimo Ciccognani

BERGAMO Il grande giorno è arrivato. Domani sera a Bergamo, l’Italia inizia il cammino definitivo verso il Mondiale. Dentro o fuori, senza appelli. A Bergamo, nella prima semifinale (l’altra si gioca a Cardiff tra Galles e Bosnia), c’è Italia-Irlanda del Nord. Attese, speranze, ansie e timori, tutto in una notte, da non fallire, per nessunissima ragione al mondo. E Gattuso, lo sa benissimo. “Sono ancora giovane ma mi gioco tanto: sicuramente quella di giovedì è la partita più importante della mia carriera. Vedo un buon umore, siamo carichi, il gruppo si è messo a disposizione, domani ci vogliono testa e gamba. I nostri avversari credono fortemente in quello che fanno”.

Due mondiali saltati,  sarebbe delittuoso mancare anche questo. “Sappiamo l’importante del match e cosa ci giochiamo. Non partecipare a due Mondiali è stato uno choc e per questo motivo dobbiamo avere il dente avvelenato. Poi, il calcio è questione di attimi. Contro la Svizzera se faceva gol su rigore al novantesimo eravamo andati al Mondiale. Per questo ci vuole tanta attenzione”.

Un ritiro troppo corto, ma Rino non si lamenta. Oggi c’è da pensare solo alla partita. “Sono stati tre giorni belli, con una grandissima atmosfera. Bisognerà essere bravi e forti mentalmente, saper soffrire e stare là., perché ci sono due partite, quella quando siamo in possesso palla e quando l’avranno loro. Quando avremo la palla giocare in velocità e portare i calciatori negli ultimi 16-20 metri per metterli in difficoltà. A livello personale sento di avere il Paese sulle mie spalle. Da sette mesi la gente mi dice ‘portaci al Mondiale. La pressione è tanta, ma ci sono abituato”.

Le parole di Lippi a Gazzetta, gli hanno fatto piacere, e non lo nega. “Le parole di sostegno da parte di Lippi le ho lette, non nego che un po’ mi hanno emozionato. Ci parlo spesso, so quello che abbiamo condiviso e lo ringrazio. Sta a noi, se scendiamo in campo e diamo la sensazione di stare sul pezzo, di non avere timore di essere padroni del campo, non possiamo chiedere nulla a nessuno, siamo artefici del nostro destino. Ci vuole grandissima tranquillità ma anche consapevolezza, andiamo ad affrontare giocatori che hanno il veleno, ma ci crediamo”.

Sugli infortunati, chiarisce tutto senza giri di parole. “Bastoni ieri ha fatto un 30-35% di allenamento con la squadra, poi qualcosina in partita. Stasera lo proviamo ancora. Scamacca invece è un pochino indietro. Mancini, Politano e Calafiori non hanno nulla, e sono a disposizione”.

C’è il rischio rigori e anche qui Gattuso non si fa sorprendere. “Ieri li abbiamo provati, tutti hanno tirato tre rigori a testa, ci siamo portati avanti. Sappiamo che c’è la possibilità di andare ai rigori e li abbiamo provati. Se c’è un rigore in partita, lo tira Retegui, è lui il rigorista”. 

Poi, in campo, per l’ultima rifinitura, sotto la pioggia e la grandine. Rifinitura bagnata, rifinitura fortunata. Gattuso e l’Italia ci credono.

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