QUALIFICAZIONI MONDIALI

Calafiori: “Pensiamo positivo: unione e mentalità faranno la differenza”

Il difensore carica l'Italia a poche ore dalla sfida all'Irlanda del Nord: "Il Mondiale è il sogno che avevo da bambino e non vedo l'ora di giocare questa partita"

Nella foto: Riccardo Calafiori

Massimo Ciccognani

Ragazzo semplice, dalla faccia pulita. Riccardo Calafiori, 23 anni, difensore dell’Arsenal capolista in Premier e della Nazionale che insieme ai suoi compagni vuole proiettare sullo scherzo del mondiale il prossimo giugno. Davanti, primo ostacolo dei playoff di qualificazione, c’è l’Irlanda del Nord, giovedì sera a Bergamo alle 20.45, ma Riccardo ha il suo sogno nel cassetto. “Andare al Mondiale è il sogno che avevo da bambino e questa partita non vedo l’ora di giocarla. La pressione c’è, inutile negarlo o cercare di evitarla. Sappiamo quanto è importante qualificarci, vogliamo tutti la stessa cosa. Cerchiamo di vivercela bene e di pensare positivo”.

Sulla strategia da adottare, idee chiarissime. “Dobbiamo rimanere il più possibile leggeri, sarà importante essere concentrati dal primo all’ultimo minuto. In partite così importanti il livello tattico e tecnico conta fino a un certo punto, contano di più l’unione e la mentalità. Dovremo essere concentrati sui calci piazzati a sfavore perché loro possono essere molto pericolosi, ma possiamo esserlo anche noi. I calci piazzati nel calcio di oggi possono fare la differenza”.

Ieri Gattuso in conferenza stampa, aveva parlato di un leggero dolore accusato dal calciatore, ma chiarisce tutto Calafiori. “Penso di stare bene, vediamo oggi in campo. Ripeto, voglio esserci. Poi Bergamo mi ricorda la grande atmosfera e il calore ricevuto. Ci hanno aiutato contro l’Estonia a settembre, hanno soffiato alle nostre spalle e nella ripresa ci siamo sbloccati (l’Italia ne segnò cinque). Se c’è una partita che vorrei replicare da quando c’è il mister penso a quella. Lo stadio può darci una mano, giovedì sarà ancora meglio di sei mesi fa”.

Poi, parole al miele per Rino Gattuso, una presenza costante nel cuore degli Azzurri, pur senza avere la possibilità di allenarsi insieme, ma solo cene e incontri con il gruppo. Calafiori non dimentica. “Ho apprezzato molto il comportamento che il mister ha avuto con noi, specialmente con me. Negli ultimi mesi ho sentito più lui di mia madre. È stato bravo a starmi molto vicino anche quando ero fuori. Poi c’è stata la cena a Londra, è stato bello stare insieme e parlare”.

Ma adesso a parlare deve essere il campo. Calafiori, è pronto.

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