EUROPA LEAGUE

La Roma soffre ma regge: Bologna sprecone

In vantaggio con Bernardeschi, i rossoblù regalano il pari di Pellegrini

Nella foto: esultanza Lorenzo Pellegrini (Foto Gino Mancini)

Robert Vignola

Brillante pareggio nella notte del Dall’Ara, che rimanda tutto al ritorno tra sette giorni all’Olimpico. Bologna che forse avrebbe meritato di più: la Roma raccoglie così un risultato positivo sfruttando più le mancanze avversarie che la propria qualità. 

In avvio le squadre si affidano più alle verticalizzazioni, non mancano gli errori e nemmeno i falli: è subito una sfida sul piano dei nervi. Se l’incursione di Bernardeschi crea scompiglio, una ripartenza ficcante porta al tiro Zaragoza: il diagonale esce. Il più pericoloso del Bologna è Bernardeschi: un sinistro violento trova pronto Svilar, mentre il primo tempo va in archivio con Pobega che, libero a due metri dalla porta, non riesce ad impattare di testa sugli sviluppi di un corner. 

Gasperini muove qualcosa già all’intervallo: Robinio Vaz va a dare manforte a Malen. Ma è Rowe a salire in cattedra: ne salta quattro, la serve a Bernardeschi che non perdona e mette il quarto sigillo personale sulla sua Europa League. Reazione Roma: Malen va via in campo aperto, calcia da posizione decentrata e il pallone carezza il primo palo, mentre dalla panchina si alzano in serie anche Tsimikas, Pellegrini e Hermoso. Svilar però si ritrova Pobega, imbeccato da Bernardeschi sul filo del fuorigioco: il rimpallo premia l’uscita del portiere. L’errore invece lo compie Joao Mario: gestisce un campanile di Svilar consegnando il pallone a Cristante, ne nasce una mischia in area con Malen che serve a Pellegrini un pallone solo da insaccare. Il Bologna sbanda, concede ancora palla, Malen calcia con Skorupski già a terra ma Lucumì riesce a deviare sul palo. Italiano ricorre a Cambiaghi, Lykogiannis, Dallinga, Vitìk e Zortea, Proprio Vitik (su palla inattiva) con ottimo tempismo brucia Svilar, ma prende in pieno la traversa. Ancora forcing finale di marca rossoblù, un esterno di Pobega non va lontano dal bersaglio grosso, ma l’1-1 regge.

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