CHAMPIONS LEAGUE

Real Madrid, pasta del capitano

Una fantastica tripletta di Valverde stende il Manchester City

Nella foto: esultanza Federico Valverde - Credit Uefa - (Photo by Aitor Alcalde - UEFA/UEFA via Getty Images)

Massimo Ciccognani

Nella notte delle stelle, al Bernabeu brilla quella che meno ti aspetti. Quella di Federico Valverde, capitano di un Real che non s’è mai risparmiato, un campione straordinario, ma nessuno, neppure il più avvezzo dei bookmakers, avrebbe previsto una sua tripletta. Ma quella di Madrid è stata la notte dell’uruguayano, tre gol, uno più bello dell’altro, una prestazione sontuosa. La sfida delle stelle, l’ha vinta il Real Madrid (3-0) che giocando di squadra a dispetto delle tantissime assenze, ha travolto il Manchester City e messo una bella ipoteca sui quarti. L’ha vinta il Real, l’ha vinta con tre capolavori di Federico Valverde. Quando si dice avere Fede.

Il predestinato Ventotto da compiere il prossimo 22 luglio, un centrocampista completo, il ragazzo di Montevideo che è l’anima del nuovo Real. Ha fatto brutto, nel recente passato, vederlo relegato terzino basso a destra, limitandone le caratteristiche, il classico centrocampista box to box, capace di macinare chilometri e farsi trovare sempre pronto, per sacrificio e duttilità in ogni zona del campo. Arbeloa, che a Valdebebas lo ha visto crescere, lo ha riportato là dove ha ragione di esistere. Che poi potesse segnare tre gol tutti in una notte, beh, questo non era previsto, ma è l’istantanea di un fuoriclasse. Si dice sempre uomini giusti al posto giusto. Proprio così, Valverde ne è la dimostrazione. Stasera ha pure indossato la fascia di capitano, e come tale ha preso per mano e trascinato il Real alla storica vittoria sul Manchester City di Guardiola.

Atteggiamento vincente Tante assenze, ben sette (out per infortunio Mbappé, Bellingham, Rodrygo, Alaba, Militao, Ceballos e Carreras), con Arbeloa costretto a ridisegnare il suo Real. E Alvaro l’ha preparata davvero bene, ben sapendo che sul piano individuale aveva tanto da perdere, e così ha disegnato un Real aggressivo a tutto campo e City preso alla sprovvista. Il Madrid gioca di squadra, aggressivo, non lascia mai respirare l’avversario. Ferreo nella politica del marcamento, dinamico in mezzo al campo dove difende a quattro in fase di non possesso, davanti scintillante. Aspetti Vinicius e trovi Federico Valverde, l’uomo della Provvidenza calcistica. Lancio lungo di Courtois con Valverde che manda al bar il suo angelo custode e si presenta solo davanti a Donnarumma che ha un’indecisione al momento dell’uscita. L’uruguaiano lo supera di slancio e in diagonale morbido mette dentro. Il Bernabeu si scalda, Vinicius Jr con un vellutato tocco d’esterno premia l’inserimento di Valverde che incrocia col mancino e Donnarumma è battuto per la seconda volta. Ma la notte magica di Valverde non è ancora finita con Brahim Diaz che con un gioco di prestigio mette in area per Valverde che si fa trovare al posto giusto al momento giusto, stop al volo prima di scaricare alle spalle di Donnarumma: 3-0, esplode il Bernabeu.

Donnarumma paga rigore a Vinicius Neppure i cambi riportato in quota il City, tanto è il Real. Roba da stropicciarsi gli occhi. La partita cambia perché adesso è il City a dover fare la partita con il Real a sfruttare il controgioco. Detto, fatto, Vinicius va via in campo aperto su lancio di Guler, e si presenta solo davanti a Donnarumma che mette la mano ma trova la gamba del brasiliano. Rigore netto, ma dal dischetto Vinicius calcia in maniera timida, Donnarumma aspetta fino alla fine, si distende e salva il City. Si resta sul 3-0, ma il Real ha sprecato la palla del ko definitivo. Impressionante i palloni recuperati dai Blancos, Manchester City che non riesce a ripartire. Il City non decolla, neppure davanti alla paura. La bocciatura più eclatante è quella di Erling Haaland che alla fine Guardiola richiama in panchina. Ma non è aria come questo Real che manda in brodo di giuggiole la sua gente. City è spento, lento, prevedibile, e l’impresa la fa il Real Madrid. Martedì il ritorno ad Etihad. Esplode il Bernabeu, Valverde tocca il terreno di gioco, un bacio, l’overdose d’amore della sua gente. Si prende il pallone e se lo porta a casa. Hasta luego e buonanotte ai suonatori. La magìa del Bernabeu, perché qui “historia que tu hichiste, historia pou hacer”, la storia che è stata scritta e quella ancora da scrivere. Come questa notte magica. Roba Real.

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